Incipit Offresi, il valdostano Simone Torino si piazza 2° e vince il Premio Calvino
Simone Torino, secondo classificati e Premio Italo Calvino
CULTURA
di Erika David  
il 20/06/2023

Incipit Offresi, il valdostano Simone Torino si piazza 2° e vince il Premio Calvino

Il ponsammartinese era tra gli otto finalisti del concorso letterario nazionale Incipit Offresi che si è concluso con la finale di Torino

Simone Torino, poeta di Pont-Saint-Martin, si è piazzato al secondo posto del concorso nazionale Incipit Offresi.

L’ottava edizione del talent letterario itinerante ha toccato 4 regioni – Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria e Lazio – in 18 tappe e si è conclusa il 14 giugno alla Villa La Tesoriera di Torino con la serata presentata da Neri Marcoré.

Il valdostano, oltre al premio in denaro di 750 euro, si è aggiudicato il Premio Italo Calvino.

Al primo posto la diciottenne romana Rebecca Cellitti con un incipit sul delicato tema dell’anoressia con il quale si è aggiudicata anche il Premio Miraggi Edizioni, il Premio Leone Verde e Indice dei Libri del Mese oltre al primo premio di Incipit Offresi.

Infine Premio degli Editori Piemontesi per Alessandro Cerutti e il Premio Golem a Marcella Benedetto di Torino.

La premiazione a Torino nella serata presentata da Neri Marcoré

L’Incipit di Simone Torino

Ho conosciuto Bestemmia e lo Zitto al bar. Avevo appuntamento con Magnifico. Ero arrivato e, al banco, che bevevano, c’erano due tizi. Magnifico non c’era.

Uno dei due mi aveva chiamato: «Sei il nuovo di Magnifico?»

«Magnifico?»

Non sapevo ancora che lo chiamavano così. Mi avevano guardato.

«Hai mai zappato?» aveva chiesto Bestemmia.

«Sì.»

«Vedere mani?»

Avevo fatto vedere.

«I guanti?»

«Li ho.»

Bestemmia si era presentato: «Bestemmia. Lui è lo Zitto.»

Mi aveva invitato a vedere il suo orto, aveva detto dove abitava. Un saluto con la testa e se n’erano andati.

Tornato a casa avevo fatto la lavatrice, steso le lenzuola ed ero andato da Bestemmia. Lui era già lì.

L’orto, un rettangolone dentro a un recinto. Mi aveva invitato ad entrare. Mentre giravamo spiegava cos’era questo, cosa quello, quando seminare, come pulire.

Io volevo fare il saputo, avevo indicato i ciuffi gonfi, verdi.

«Belle carote!» avevo detto.

Lui mi aveva guardato: «È prezzemolo.»

Mi ero messo le mani in tasca.

(er.da.)

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