Cisl, 500 euro ai docenti precari: «La pezza è peggiore del buco»
Il bonus da 500 euro per l'auto aggiornamento è stato riconosciuto anche ai docenti precari
Scuola
di Danila Chenal  
il 18/08/2023

Cisl, 500 euro ai docenti precari: «La pezza è peggiore del buco»

Il sindacato scuola consiglia ai suoi iscritti di non rinunciare al pagamento degli interessi e delle spese legali

Cisl, 500 euro ai docenti precari: «La pezza è peggiore del buco». La Cisl Scuola della Valle d’Aosta  in una nota stigmatizza l’articolo 55 della legge di assestamento al bilancio regionale del 2 agosto scorso che dispone il riconoscimento del bonus anche ai docenti che tra gli anni scolastici 2016-2017 e 2022-2023 compreso sono stati assunti con un contratto a tempo determinato di supplenza annuale o temporanea. Per il sindacato «è male formulato e crea una pregiudiziale per il futuro per tutti i docenti precari». Il sindacato scuola consiglia ai suoi iscritti di non rinunciare al pagamento degli interessi e delle spese legali.

Le motivazioni

Sulla questione, negli anni, si sono susseguiti centinaia di ricorsi presentati e vinti dai docenti precari, sostenuti dai sindacati valdostani della scuola. Da qui, la richiesta all’amministrazione scolastica, condivisa da tutti i sindacati della scuola valdostani, di normare il diritto per tutti i docenti, di ruolo e a tempo determinato, nonché per gli educatori del convitto Federico Chabod di Aosta.

«L’articolo di legge è stato formulato in modo da creare irragionevole disparità di trattamento tra chi ha fatto ricorso contro l’amministrazione scolastica regionale per ottenere il bonus e chi non ha presentato ricorso e, comunque, è stata formulata in modo tale da creare una pregiudiziale per il futuro per tutti i docenti precari».

Il sindacato commenta: «la Regione Valle d’Aosta stabilisce per legge che i docenti precari che hanno presentato ricorso per vedersi riconosciuto un diritto sancito dal giudice del lavoro debbano accollarsi le spese legali benché il giudice del lavoro abbia disposto diversamente ed  è quantomeno incredibile imporre la rinuncia ad un eventuale futuro ricorso».

Per il sindacato, inoltre, «inserire in legge la richiesta che i ricorrenti rinuncino al pagamento degli interessi e delle spese legali e a futura qualsivoglia ulteriore pretesa sia un atto quantomeno offensivo nei confronti della categoria dei docenti precari».

La Cisl consiglia ai suoi iscritti e simpatizzanti «di non aderire all’istanza di rinuncia prevista all’articolo 55 della legge regionale, conclude il sindacato».

(re.aostanews.it)

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