Ferrovia: 71 milioni da Rfi per la riapertura dell’Aosta-Pré-Saint-Didier
Lo smantellamento dell'Aosta-Pré-Saint-Didier è uno dei tre grandi progetti contestati
Trasporti
di Danila Chenal  
il 12/10/2023

Ferrovia: 71 milioni da Rfi per la riapertura dell’Aosta-Pré-Saint-Didier

Lo ha anticipato l'assessore ai Trasporti Luigi Bertchy e ha annunciato che è pronto lo studio di fattibilità sul tram-treno

Ferrovia: 71 milioni da Rfi per la riapertura dell’Aosta-Pré-Saint-Didier. Lo ha anticipato l’assessore ai Trasporti Luigi Bertchy in Consiglio Valle rispondendo a un’interpellanza dalla consigliera della Lega Raffaella Foudraz nella quale chiedeva conto delle manutenzioni sulla tratta.

«Riguardo al futuro, nel Piano industriale di Rfi al 2031 è confermata la volontà di finanziare la riapertura dell’Aosta/Pré-Saint-Didier con 71 milioni di euro» ha detto l’assessore.

L’assessore Bertschy ha anche annunciato che «Lo studio di fattibilità per la realizzazione del tram-treno è completato e lo metteremo a disposizione nelle prossime settimane al fine di avviare un confronto politico su questa tematica» e ci sono elementi «per prendere delle decisioni, perché non ci possiamo permettere, per altri dieci anni, un’infrastruttura che versa in queste condizioni».

La richiesta

«A oggi, la tratta risulta in completo stato di abbandono e degrado – ha ricordato Foudraz -. Una situazione che, oltre a contrastare con la volontà normativa, potrebbe generare incendi e problemi di igiene e di incolumità pubblica, vista anche la crescita incontrollata di alberi e arbusti. Sappiamo che servirebbero 71 milioni di euro per la riapertura di questa tratta, perché sarebbero molti gli interventi infrastrutturali da mettere in campo. Chiediamo quali siano le interlocuzioni avviate con Rfi e gli intendimenti in merito alla manutenzione per la valorizzazione di questa linea ferroviaria, dandone il giusto decoro ambientale e la giusta sicurezza».

La risposta

«Siamo consapevoli della situazione che è sotto gli occhi di tutti – ha risposto Bertschy -: il nostro impegno è massimo, ma l’infrastruttura non è nostra. Abbiamo più volte sollecitato Rfi riguardo agli interventi di manutenzione e stiamo verificando se, nelle pieghe del contratto, possiamo essere più incisivi. Il nostro livello di interesse, oltre che per il decoro e la sicurezza, è anche rivolto ai proprietari dei terreni confinanti che vedono la deturpazione dei propri beni a causa dell’inefficienza nella manutenzione della tratta ferroviaria».

(re.aostanews.it)

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