ATTUALITA'
di Arianna il
14/11/2023

Adesso Basta! Anche la Valle d’Aosta in sciopero contro la manovra di bilancio del governo Meloni

Saranno in totale otto le ore di sciopero indette dai sindacati ad Aosta, distribuite tra le giornate di venerdì 17 e 24 novembre. Martedì 21 previsto del volantinaggio al mercato della città

La Valle d’Aosta scende in piazza il 17, il 21 e il 24 novembre. 

«La manovra finanziaria del governo Meloni  è iniqua – ha evidenziato la segretaria generale Cgil Valle d’Aosta Vilma Gaillard nella conferenza stampa di comunicazione della mobilitazione tenutasi in via Binel ad Aosta -. Non mette fondi sufficienti per i rinnovi contrattuali, genera precarietà, non attenziona il lavoratore giovane e tutti i provvedimenti pensionistici sono a danno del mondo femminile».

In un momento in cui il governo Meloni affronta la fase cruciale della definizione del bilancio, i sindacati indicono uno sciopero nazionale per contestare le scelte finanziarie di palazzo Chigi e sollecitare politiche che mettano al centro le esigenze dei lavoratori.

La voce della Valle d’Aosta

La Valle d’Aosta si unisce alle rivendicazioni, e l’appello dei sindacati regionali (Cgil, Uil e sembra aderisca anche Savt) è che molti siano i lavoratori ad unirsi allo sciopero.

«Abbiamo bisogno di politiche fiscali in Italia – ha rivendicato Ramira Bizzotto, segretaria generale Uil Valle d’Aosta». «Nella manovra non c’è nulla sulla casa – ha proseguito -. Stanno aumentando gli sfratti per morosità in Valle d’Aosta. Non ci sono servizi adeguati per l’infanzia. Abbiamo la necessità di rivedere il modello Italia,  creare un progetto. Non come succede ad Aosta dove sono state costruite prima le piste ciclabili, e ora siamo tutti paralizzati…».

Ramira Bizzotto, segretaria generale Uil Valle d’Aosta e Vilma Gaillard segretaria Cgil Vda

Le date

La mobilitazione si preannuncia ampia e strutturata: tutta Italia scenderà in piazza il 17 novembre,  il 20 seguirà la Sicilia, il 24 tutte le regioni del nord Italia, il 27 la Sardegna, e il 1 dicembre tutto il sud Italia.

«Lo sciopero è articolato su base nazionale e regionale e diviso per categorie», ha spiegato la segretaria generale Cgil. «Chiaramente – ha proseguito Gaillard – l’intento è di creare del disagio, se tutti i lavoratori stessero a casa lo sciopero perderebbe di intensità».

Mobilitazione valdostana contro la manovra finanziaria

Il programma di mobilitazione valdostano si articolerà come segue:

Venerdì 17 novembre

Venerdì 17 novembre, scioperano in tutta Italia i lavoratori del pubblico impiego, del mondo dell’istruzione, dei trasporti e Poste italiane.  Il presidio valdostano sarà in piazza Deffeyes ad Aosta, dalle ore 10 alle ore 12.

Martedì 21 novembre

È prevista, invece, una sessione di volantinaggio al mercato di Aosta, martedì 21 novembre dalle 10 alle 12.

Venerdì 24 novembre

Tutte le altre categorie di  lavoratori sciopereranno ad Aosta il 24 novembre. Il presidio sarà a Porta Praetoria dalle 10 alle 13.

Le rivendicazioni sindacali

Le richieste sindacali riflettono le preoccupazioni di vari settori:

Istruzione: Il mondo dell’istruzione si batte per più risorse nel bilancio 2024, affinché il personale, sia stabile che precario, possa godere di condizioni di lavoro adeguate. La lotta contro il precariato e l’opposizione a iniziative legislative che minacciano la privatizzazione dell’istruzione sono tra le richieste chiave.

Trasporti  Il settore dei trasporti chiede risorse per contratti dignitosi, revisione delle tabelle di lavori usuranti, norme più stringenti sulla sicurezza e un intervento sul fondo nazionale dei trasporti per migliorare il servizio pubblico locale.

Sanità e Servizi Il comparto sanitario chiede risorse per rinnovare i contratti e piani straordinari di assunzioni. La richiesta di strategie politiche e investimenti nei servizi socio-sanitari sottolinea la necessità di una pubblica amministrazione efficiente e vicina alle esigenze dei cittadini.

Poste e Coesione Sociale SLC CGIL si oppone all’ulteriore privatizzazione di Poste Italiane, riconoscendo il ruolo fondamentale svolto durante la pandemia. La richiesta è di preservare il carattere sociale di un servizio cruciale per il paese.

 

 

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