Maxi incendio Aymavilles: 9 indagati, tra i reati contestati anche la truffa e il falso
Il castello di Aymavilles e, dietro, il maxi incendio Ph. Evi Garbolino photographer
CRONACA
di Luca Mercanti  
il 17/01/2024

Maxi incendio Aymavilles: 9 indagati, tra i reati contestati anche la truffa e il falso

Tra gli indagati ci sarebbero il responsabile della protezione civile della Valle d'Aosta, Valerio Segor e Alessandro Penco, ad di Sky Aviation

Per il maxi incendio del 19 luglio 2023 che ha divorato il bosco a monte dell’abitato di Aymavilles la procura di Aosta ha iscritto nel registro degli indagati 9 persone. Lo riporta oggi il quotidiano La Stampa.

Fra i 9 indagati – ai quali la procura contesta i reati di incendio e truffa – c’è il responsabile della Protezione civile della Valle d’Aosta, Valerio Segor, e Alessandro Penco, amministratore delegato della Sky Aviation, la società di aviazione intervenuta per spegnere le fiamme.

I due reati non sono contestati a tutti e 9 gli indagati, divisi in due gruppi: per il primo, di cui fanno parte in quattro, tra cui Segor e Penco la procura di Aosta ipotizza il reato di incendio. Al secondo viene contestata la truffa e la falsità in registri e notificazioni. Anche la Sky Aviation sarebbe indagata come azienda. Gli inquirenti ipotizzano che siano state pagate più ore di volo degli elicotteri di quante effettivamente fatte e di qui la truffa ai danni della Regione. Di conseguenza, anche il reato di falsità perché le ore in più sono state registrate. Gli atti d’accusa non sono stati ancora notificati agli indagati.

I primi avvisi di garanzia sarebbero stati inviati il 6 dicembre.

L’inchiesta

L’inchiesta della procura di Aosta era stata avviata alla fine di luglio. Il fascicolo a carico di ignoti, affidato al sostituto procuratore Giovanni Roteglia, si era basato anche sulla relazione del Corpo regionale forestale che non aveva indicato un’origine dolosa dei roghi. Negli avvisi di garanzia ora invece viene indicato l’incendio provocato, reato che viene indicato, in questa indagine, anche nei confronti di chi ha dovuto organizzare l’intervento di emergenza, cioè il direttore della Protezione civile Segor.

Il reato ipotizzato è spiegabile con le nuove normative nazionali di prevenzione e tutela ambientale anche perché nel Paese ci sono stati negli ultimi anni parecchi incendi (soprattutto boschivi) di grandi proporzioni e di origine dolosa.

La procura ipotizzata un coinvolgimento degli indagati  nell’aver aggravato l’incendio boschivo. Fiamme che hanno poi creato gravi danni agli immobili (due case bruciate, altre danneggiate), al suolo e all’ecosistema, cioè a flora e fauna. Non è cioè ipotizzato che i quattro indagati per incendio possano avere appiccato il fuoco, piuttosto che le loro decisioni e azioni abbiano aggravato la situazione.

Notizia in aggiornamento.

(re.aostanews.it)

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