Pcp propone una sola Comunità di energia rinnovabile per comuni e parrocchie valdostani
Ambiente
di Danila Chenal  
il 01/03/2024

Pcp propone una sola Comunità di energia rinnovabile per comuni e parrocchie valdostani

Tra le richieste quella di costituire una cabina di regia regionale per coordinare la definizione del progetto e la sua realizzazione

Pcp propone una sola Comunità di energia rinnovabile per la Valle d’Aosta.

Il gruppo consiliare Progetto Civico Progressista propone un’unica grande Cer con tutti i comuni e tutte le parrocchie.

La lunghissima fase di definizione del quadro giuridico e regolamentare delle Comunità di energia rinnovabile (Cer) è conclusa. È stato infatti reso noto il Regolamento del Gestore dei servizi energetici (Gse).

Lo sprone

«A questo punto occorre che la Regione dica qual è il suo progetto sulle Comunità di energia rinnovabile – commentano le consigliere Chiara Minelli ed Erika Guichardaz -. Come gruppo consiliare abbiamo seguito attentamente la vicenda Cer fin dai primi passi: abbiamo presentato una proposta di legge regionale il 1° marzo 2023, organizzato un convegno pubblico con qualificati esperti, proposto una mozione che, ad aprile 2023, ha permesso di attivare il gruppo di lavoro con i comuni e, infine a inizio febbraio, abbiamo presentato una mozione per l’istituzione della cabina di regia regionale per definire e coordinare il progetto».

Anche al prossimo Consiglio regionale del 6 marzo c’è una interrogazione del gruppo Pcp che cita l’esempio della Comunità di energia rinnovabile costituita dalla Diocesi di Treviso e pone il problema della architettura che si vuole dare alle Cer in Valle d’Aosta.

La proposta

Pcp proporrà di realizzare impianti fotovoltaici afferenti ad una Cer in tutti i comuni valdostani, con lo scopo di arrivare ad una potenza installata superiore ai 50 MW entro il 2026, di prevedere una architettura con un’unica grande Cer per tutta la Valle con un’articolazione di più sottogruppi, di   coinvolgere tutti i comuni e tutte le parrocchie, di utilizzare tutte le risorse dei fondi europei, Pnrr (circa 18 milioni) e Fesr (circa 4 milioni) e di individuare risorse integrative del bilancio regionale, di impegnare Cva a dare un supporto tecnico alla realizzazione degli impianti e alla configurazione del sistema e di costituire una cabina di regia regionale per coordinare la definizione del progetto e la sua realizzazione.

«Ci confronteremo – concludono le consigliere – su queste proposte e altre che potrebbero arrivare, anche da soggetti economici, negli opportuni gruppi di lavoro, in Commissione e in Consiglio regionale».

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