Trasporti, VdA Aperta: «il Piano regionale manca di una visione generale»
Erika Guichardaz, Alexandre Glarey e Patrizia Pradelli
Politica
di Danila Chenal  
il 30/08/2024

Trasporti, VdA Aperta: «il Piano regionale manca di una visione generale»

Per il movimento civico «in questo documento dall'orizzonte temporale ultradecennale, non si intravede alcuna efficace azione volta a migliorare l'attuale situazione»

Trasporti, VdA Aperta: «il Piano regionale manca di una visione generale».

«Il Piano regionale dei trasporti manca di una visione generale, di una strategia di realizzazione e di un cronoprogramma almeno sugli interventi principali senza contare che, alcuni progetti, sono in aperto contrasto con le normative regionali, nazionali ed europee, nonché con i diversi piani regionali approvati dal 2016 ad oggi».

«La mobilità è un tema centrale nella vita dei cittadini e dovrebbe essere uno dei punti principali dell’agenda della Pubblica Amministrazione, ma in questo documento dall’orizzonte temporale ultradecennale, non si intravede alcuna efficace azione volta a migliorare l’attuale situazione».

È in sintesi l’analisi emersa durante un incontro pubblico martedì 28 agosto.

I temi trattati

Sul raddoppio del Tunnel del Monte Bianco VdA Aperta sottolinea: «il Piano vagheggia un aumento della resilienza del Traforo quando il nostro tunnel si sta specializzando nel traffico leggero e locale; tutte le politiche europee, nazionali e regionali, legate alla sicurezza stradale e alla mitigazione del cambiamento climatico, prevedono un trasporto di merci sempre più indirizzato su ferro e non su ruota; questo progetto vede la netta contrarietà della Francia».

Per quanto concerne l’autostrada dall’incontro pubblico è emerso che «il Piano non propone nulla, a parte costruire una nuova galleria nel tratto Hône-Donnas e creare un hub intermodale ad Aosta. Interventi economicamente insostenibili e ambientalmente ingiustificabili. Entrambe le proposte porteranno ad un ulteriore aumento dei costi dell’autostrada in aperto contrasto con la promessa di ridurre i costi previsti nel Piano.

Per il collegamento ferroviario Aosta-Pré-Saint-Didier, oltre a ribadire la contrarietà contro la chiusura della linea, VdA Aperta ritiene «poco chiara la realizzazione di una pista ciclabile e di un metrobus e sul tipo di alimentazione di quest’ultimo»

.Stroncati i collegamenti funiviari a grande impatto come Cime Bianche e Cogne-Couis di Pila.

Per VdA Aperta è il trasporto aereo «il capitolo più povero e miope poiché prevede diverse vocazioni prioritarie, tra cui quello di “scalo per voli Charter e voli di linea stagionali”, ma manca un ragionamento su quale debba essere la vocazione prioritaria dell’infrastruttura – aeroporto turistico o commerciale. Rispetto agli interventi di elisoccorso vengono totalmente tagliati fuori i Vigili del Fuoco e pur definendolo un polo di protezione civile si esternalizza il servizio antincendio».

I grandi assenti

Infine i grandi assenti: il Traforo del Gran San Bernardo, importante via stradale percorsa ogni giorno da frontalieri, turisti e merci provenienti da/verso l’Italia verso/da tutto il Nord Europa, il Trenino del Drinc, via di collegamento e di fuga usata da sempre e fino al 2008 in caso di calamità (frane, grandi nevicate, alluvioni..) e gli utenti che dovrebbero utilizzare i trasporti.

(re.aostanews.it)

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