Skyway Monte Bianco: 142  alberi virtuali  con la tecnica Bosco invisibile
Manutenzione e tecnologia si fondono su skyway
comuni
di Danila Chenal  
il 05/09/2024

Skyway Monte Bianco: 142 alberi virtuali con la tecnica Bosco invisibile

Con eCoating, un rivestimento trasparente, nanotecnologico ed ecologico si eliminano fino a 59 chili di ossidi di azoto, l'equivalente di ciò che farebbero 142 alberi

Skyway Monte Bianco: 142  alberi virtuali  con la tecnica Bosco invisibile. Con alle vetrate eCoating, un rivestimento trasparente, nanotecnologico, ecologico si eliminano fino a 59 chili di ossidi di azoto, l’equivalente di ciò che farebbero 142 alberi.

Le tecnologie

Non sono piante con fusto e foglie ma degli alberi del «Bosco invisibile» di Skyway Monte Bianco, risultato del lavoro di manutenzione e pulizia di Acrobatica che, per il secondo anno consecutivo, è stata chiamata a eseguire manutenzione e pulizia di Skyway Monte Bianco, in particolare della stazione intermedia del Pavillon a 2.173 metri d’altitudine e di quella d’arrivo a Punta Helbronner, a 3.466 metri, per un totale di oltre 600 metri quadrati di superficie esterna. Durante lo svolgimento del suo compito, l’azienda ha scelto di utilizzare eCoating, un rivestimento trasparente, nanotecnologico, ecologico, 100 per cento«green» brevettato da Reair. Una prima quasi assoluta,che potrà essere replicata anche altrove.

Il commento

«Siamo soddisfatti e orgogliosi di avere contribuito con la nostra tecnica Acrobatica a realizzare un progetto così importante per l’ambiente come quello di Skyway – dice Jacopo Rossi,direttore commerciale del Nord Italia di Acrobatica–. La nostra partnership con REair nasce proprio allo scopo di rendere sempre più diffuso l’impiego di questa tecnologia. Siamo partiti dal tetto d’Europa, e ora siamo pronti a far crescere boschi virtuali in tutta Italia».

Il funzionamento

Il rivestimento si attiva tramite la fotocatalisi, un processo di ossidazione che agisce su base fisica mediante la combinazione di luce e aria, e continua nel tempo a decomporre inquinanti presenti nell’aria come ossidi di azoto (NOx), polveri sottili organiche e altri agenti nocivi,oltre a micro organismi che si possono formare sulle superfici, come muffe e funghi.

Tale reazione consente di disgregare gli inquinanti presenti nell’aria, o che si possono depositare sulle superfici,trasformandoli in sottoprodotti come sali, anidride carbonica e acqua, eliminando,nel caso di Skyway Monte Bianco, fino a 59 chili di ossidi di azoto, l’equivalente di ciò che farebbero 142 alberi.

«La collaborazione instaurata nei mesi scorsi con Acrobatica aveva un obiettivo ben preciso, ovvero collaborare alla realizzazione di progetti per migliorare la qualità dell’aria e ridurre l’impronta ambientale. Un intervento attraverso il quale siamo riusciti a dimostrare che la tecnologia REair si può applicare non solo ai grandi centri urbani, ma anche a strutture ricettive in ambienti di incomparabile bellezza, che possono fungere da esempio per un uso attento e rispettoso del nostro straordinario patrimonio naturale».

(re.aostanews.it)

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