Aosta Capitale della cultura Arcigay 2027: il tema sarà il “margine”
Pietro Turano, attore e consigliere di Arcigay Roma, Giulio Gasperini, presidente di Arcigay Valle d'Aosta, Claudio Tosi, responsabile Cultura di Arcigay nazionale e Simona Iovane, consigliera di Arcigay L'Aquila
ATTUALITA'
di Erika David  
il 12/11/2024

Aosta Capitale della cultura Arcigay 2027: il tema sarà il “margine”

Il Comitato Arcigay Valle d'Aosta annuncia la designazione di Aosta Capitale della cultura Arcigay decisa nell'ambito del Consiglio nazionale Arcigay

Con una riflessione sul tema del margine, Aosta sarà la Capitale della cultura Arcigay del 2027.

Il Comitato Arcigay Valle d’Aosta annuncia la designazione di Aosta Capitale della cultura Arcigay decisa nell’ambito del Consiglio nazionale Arcigay che si è tenuto a Caserta il 9 e 10 novembre.

Un riconoscimento importante

«Questo conferimento è, per il nostro Comitato, un riconoscimento molto importante per il lavoro svolto dal 2019 sul nostro territorio e sarà una nuova occasione per contrastare i meccanismi di invisibilizzazione che la comunità Queer valdostana subisce» dichiara Giulio Gasperini, presidente di Arcigay Vda.

«La Valle d’Aosta è zona di frontiera secondo varie declinazioni, ma noi la intendiamo come uno spazio di apertura radicale e di resistenza, il regno della possibilità e della creatività che corrode il sistema dominante e lo cambia» aggiunge.

È proprio questo il significato vero del “margine” teorizzato dalla scrittrice e attivista bell hooks.

«Sentiamo la responsabilità di costruire un programma e uno spazio culturale che valorizzi il nostro territorio, la sua storia e la memoria della comunità queer locale, attivando quante più alleanze e collaborazioni possibili» aggiunge Gasperini.

L’istituzione della Capitale della cultura Arcigay è nuova e sarà L’Aquila la prima città a portarne il vessillo nel 2025.

L’occasione è il bicentenario della nascita dello scrittore e giurista Karl Heinrich Ulrichs, considerato un pioniere del movimento omosessuale, che visse e morì nel capoluogo abruzzese.

Nel 2026 sarà la volta del Comitato di Roma che festeggerà così i suoi 25 anni di attività.

«Il recupero della storia collettiva Lgbtqia+ è oggi non solo un’esigenza identitaria del nostro movimento, ma anche un recupero di lotte, elaborazioni e percorsi, che ci hanno portato alla situazione di oggi, utile per affrontare le difficoltà che ancora il nostro Paese ci pone di fronte: le discriminazioni continuano e sarà anche il lavoro culturale a permetterci finalmente di superarle» dice Claudio Tosi, responsabile Cultura di Arcigay nazionale.

(re.aostanews.it)

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