Riforma del Comparto unico: lavoratori trattenuti oltre i 42 anni di servizio
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 26/03/2025

Riforma del Comparto unico: lavoratori trattenuti oltre i 42 anni di servizio

Fa discutere l'emendamento della maggioranza; un lavoratore potrà decidere di andare in pensione ma l'assegno mensile subirà decurtazioni

Riforma Comparto unico: in servizio oltre i 42 anni, fa discutere l’emendamento della maggioranza.

L’emendamento

Fa discutere l’emendamento della maggioranza che affida agli Enti locali la facoltà di mantenere in servizio, sulla base di motivate esigenze organizzative, il personale, anche di qualifica dirigenziale, con conseguente differimento del collocamento a riposo entro i limiti di età previsti dalla normativa statale vigente in materia ovvero oltre i 42 anni.

Per Erika Guichardaz (Pcp) «una disposizione che non tiene conto dei lavori usuranti» e cita gli operatori socio-sanitari. Puntualizza: «Certo un lavoratore potrà decidere di andare in pensione a 42 anni ma l’assegno mensile subirà decurtazioni».

Secondo la maggioranza è un emendamento dovuto visto che così recita la normativa nazionale. A confermarlo è poi una nota dell’Inps.

Si ribellano Lega e Forza Italia che non credono che il governo regionale non possa derogare.

«È palese del il governo nazionale punti a mandare in pensione i lavoratori oltre i 42 anni per sgravare l’Inps. Se pensiamo di fare politica utilizzando cose che non possiamo realizzare non è il nostro modo di agire» ha replicato il presidente della Giunta Renzo Testolin.

Per il capogruppo della Lega Andrea Manfrin «nessuno vuole fare politica, dicendo ciò che non c’è. Si ritira la norma e ci si confronti in Commissioni per verificare che sia effettivamente così. Voi negate il confronto. Una norma di tale portata esige tempo per esaminarla».

Precisa ancora la presidenza della Regione che «la Valle d’Aosta risulta essere l’unica tra le autonomie speciali ad avere disciplinato con propria legge regionale il collocamento a riposo; le altre regioni a statuto autonomo recano nei propri ordinamenti disposizioni in materia di collocamento a riposo agganciate dinamicamente a quelle statali».

(da.ch.)

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