Coldiretti: Mercosur non soddisfa, senza risposte il 20 protesta
Roma, 9 gen. (askanews) – L’accordo Ue-Mercosur non soddisfa la Coldiretti che prosegue la sua mobilitazione permanente e “se non ci saranno risposte” annuncia una protesta a Strasburgo il prossimo 20 gennaio “per gridare ancora una volta il nostro no a un accordo che, così com’è, è voluto fortemente dalla Von der Leyen”. Coldiretti sottolinea quindi che adesso la palla è totalmente nel campo della Commissione “da cui ci si aspetta un’iniziativa risolutiva in difesa degli standard europei”.
Nell’accordo approvato oggi in sede di Coreper, sottolinea Coldiretti, “c’è un miglioramento sulle clausole di salvaguardia ottenuto dal Governo italiano, con il passaggio dal 10% originariamente previsto al 5% della soglia per far scattare la tutela sui prodotti agricoli sensibili”. Sono insufficienti, invece, i requisiti di reciprocità. “Il Governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la Von der Leyen che deve dare risposte”. La reciprocità, insieme all’obiettivo di aumentare i controlli, per Coldiretti rimane un punto essenziale “chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari richiesti alle nostre imprese agricole”.
“Ora la Presidente Von der Leyen e la sua ristrettissima cerchia di tecnocrati, di cui continuiamo a non fidarci, deve tradurre in regolamenti gli impegni richiesti dall’Italia su un principio di reciprocità valido per tutti gli scambi commerciali e non solo per quelli del Mercosur – prosegue Coldiretti – Dimostri una volta di capire le esigenze dell’economia reale, tutelando gli interessi veri dei contadini che continuano a voler produrre all’interno del continente europeo e non come altri settori produttivi che hanno preferito delocalizzare”.
“Questo accordo, così com’è – conclude Coldiretti – finisce per favorire soprattutto l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci vietati severamente in Europa, che esporta anche nei paesi del Mercosur e senza reciprocità ce li rimanda nel piatto attraverso i cibi, a discapito della salute dei cittadini consumatori europei”.
