Meloni, Trump e la Groenlandia
Roma, 11 gen. (askanews) – Dopo l’attacco al Venezuela, Trump ha minacciato anche Iran, Cuba, Colombia e soprattutto la Groenlandia, suo vecchio pallino. “Ci serve assolutamente”, ha detto senza mezzi termini. Cosa faranno l’Europa e l’Italia in caso di un’azione ostile su un territorio che, sebbene autonomo (come lo è in Italia il Trentino Alto Adige), fa parte del Regno di Danimarca, ed è dunque parte integrante dell’Ue e della Nato? E qual è la posizione di Giorgia Meloni su questo tema caldissimo per l’Unione europea?
Nella sua conferenza stampa di inizio anno, la premier ha respinto le accuse di essere una “cheerleader” del tycoon. “Ci sono molte cose – ha affermato – su cui non sono d’accordo con Trump. L’ho detto e lo ribadisco. Ad esempio penso che il tema del diritto internazionale va ampiamente difeso: se saltano le regole siamo tutti più esposti. Quando non sono d’accordo lo dico e lo dico a lui, non ho difficoltà”. Per quanto riguarda la Groenlandia, la presidente del Consiglio non crede all’ipotesi “che gli Stati Uniti avvino un’azione militare per assumerne il controllo; opzione che chiaramente non condividerei, l’ho già messo nero su bianco, ma che credo non converrebbe a nessuno, neanche agli Stati Uniti. Penso che l’amministrazione Trump, con i suoi metodi molto assertivi, stia soprattutto ponendo l’attenzione sull’importanza strategica della Groenlandia e in generale dell’area artica per i suoi interessi e per la sua sicurezza. Continuo a credere che il messaggio che gli Usa vogliono dare è che non accetteranno ingerenze eccessive di altri attori stranieri in una area così strategica per la loro sicurezza e per i loro interessi. Ma questo è un tema che dal mio punto di vista coinvolge anche noi” e “oggettivamente ci deve interessare particolarmente”.
Anche per questo, ha annunciato, entro la fine del mese il Ministero degli Esteri presenterà la “strategia” italiana per l’Artico con alcuni obiettivi: “Preservare l’area Artica come zona di pace e di cooperazione, contribuire alla sicurezza della regione, aiutare le aziende italiane che volessero investire anche in questa realtà, favorire la ricerca in un territorio che per noi è particolarmente strategico soprattutto per studiare il tema del cambiamento climatico”.
Di Alberto Ferrarese e Lorenzo Consoli

