Ucraina, Trump, Pnrr e migranti nel 2026 europeo di Giorgia Meloni
AskaNews
di admin Administrator  
il 11/01/2026

Ucraina, Trump, Pnrr e migranti nel 2026 europeo di Giorgia Meloni

Roma, 11 gen. (askanews) – Il 2026 sarà l’anno in cui, a meno di sorprese, il governo Meloni diventerà il più longevo della storia della Repubblica italiana. Ma sarà anche un anno elettorale, dunque difficile e carico di tensioni, soprattutto nella maggioranza di governo. In questo quadro l’Europa sembra destinata a diventare un catalizzatore di queste tensioni ma anche, per la premier, un rifugio sicuro dalla politica interna. Nel 2025, ancora più che negli anni precedenti, infatti, Meloni è apparsa molto più a suo agio nei contesti europei e internazionali, sicuramente più “gratificanti” delle beghe che si creano ormai settimanalmente nel rapporto tra alleati. Un’insofferenza che ha esplicitato nell’ultimo Consiglio dei ministri prima di Natale, quando ha “salutato” i ministri con un “Mi rode solo che vi devo rivedere già il 29…”, quando si è tenuta la seduta per dare via libera al decreto Ucraina.

UCRAINA E RAPPORTO CON TRUMP

Proprio la questione ucraina resta il tema al centro dell’agenda politica europea, almeno per il momento. Al di là delle dichiarazioni di Donald Trump (“L’accordo è pronto al 95%”, ha detto a fine dicembre a Mar-a-Lago ricevendo Volodymyr Zelensky) la Russia non sembra realmente disponibile a fare quell’ultimo miglio necessario a porre fine al conflitto. I leader europei potrebbero partecipare a un summit alla Casa Bianca a fine gennaio, ma il nodo sembra tutt’altro che vicino ad essere sciolto. Certo – e questo è un altro punto spinoso per Meloni – l’atteggiamento di Trump non aiuta. La premier continua, ormai da oltre un anno, a tenere un difficile equilibrio tra le due sponde dell’Atlantico. Con l’attacco al Venezuela e la cattura di Maduro, ha una volta di più mostrato tutto l’imbarazzo nei confronti del tycoon. Il 3 gennaio, a poche ore dal blitz, ha inviato (alle 11.30) una incolore nota in cui diceva di seguire “con attenzione la situazione in Venezuela”. Poi nel pomeriggio, circa un’ora prima della conferenza stampa del presidente Usa, ha prodotto una più lunga nota, capolavoro di equilibrismo. Dunque l’Italia “ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica” e condannato “gli atti di repressione del regime di Maduro” la cui vittoria elettorale Roma “non ha mai riconosciuto”. Però il governo reputa che “l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari” ma al “contempo” definisce “legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico”. Tutto e il contrario di tutto. Ed è invece da rilevare, per una volta, che è stato Matteo Salvini a prendere le distanze da Trump.

LA SCADENZA DEL PNRR

Il 31 agosto 2026 scade il termine per il completamento del Pnrr italiano. Le richieste di pagamento devono essere inoltrate entro il 30 settembre successivo mentre la Commissione europea ha tempo fino al 30 novembre per la sua valutazione e fino al 31 dicembre per il versamento dell’ultima rata, la decima. I controlli, però, si potranno protrarre fino al 2031. La consistenza del PNRR italiano è di circa 194,4 miliardi di euro, provenienti dai fondi europei Next Generation EU (sovvenzioni e prestiti) integrati da risorse nazionali. Si articola in 7 Missioni, ovvero aree tematiche principali su cui intervenire, individuate in coerenza con i 6 pilastri del Next Generation EU. Nonostante le assicurazioni di ottimismo del governo (e le revisioni concordate con Bruxelles, che hanno permesso lo spostamento di alcuni fondi oltre la scadenza), è da verificare se e quanto il Pnrr sarà completato in tempo. Secondo il più recente report della Corte dei Conti, relativo al primo semestre 2025, per quanto riguarda le opere infrastrutturali “meno del 30 per cento dei progetti è stato portato a termine” mentre più in generale gli obiettivi europei hanno un 64% di “livello complessivo di attuazione”. A fine dicembre l’Italia ha ottenuto il pagamento dell’ottava rata, pari a 12,8 miliardi di euro, e ha trasmesso la richiesta di pagamento della nona, dello stesso importo. “L’Italia si conferma capofila in Europa nell’attuazione del PNRR, sia per numero di obiettivi raggiunti sia per importo ricevuto”, ha festeggiato Meloni, mentre il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha detto che “siamo nell’ultimo miglio dell’attuazione”.

L’USCITA DALLA PROCEDURA UE PER DEFICIT ECCESSIVO

A primavera l’Italia dovrebbe uscire, con un anno di anticipo, dalla procedura Ue per deficit eccessivo, in cui era finita con la decisione del Consiglio Ue del 26 luglio 2024 dopo che il disavanzo del 2023 è stato certificato ben oltre la soglia del 3% del Trattato di Maastricht, anche a causa dell’”eredità” del Superbonus. La decisione è attesa dopo che Eurostat avrà certificato il ritorno al di sotto del limite, cosa che sembra scontata: per il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, gli sforzi italiani per portare il deficit sotto il 3% “già quest’anno” sono sufficienti per uscire dalla procedura nella prossima primavera. Proprio con questo obiettivo, la manovra di bilancio è stata improntata al rigore, quasi all’austerity. L’uscita dalla procedura di infrazione avrà ricadute reputazionali sui mercati, potrebbe ulteriormente migliorare rating e spread, con la conseguenza di una maggiore facilità, e un minor costo, nel rifinanziare il debito. Tornare un paese “virtuoso”, insieme ai risparmi di quest’anno, inoltre – punto molto importante per Meloni – dovrebbe consentire una manica più larga nella legge di bilancio del prossimo anno, quella prima delle elezioni politiche. In cassa ci potrebbe essere, secondo alcune stime, un “tesoretto” di dieci miliardi.

IL GREEN DEAL E I MIGRANTI

In ambito europeo due dei temi cardine in Europa per Meloni saranno il Green Deal (e la sua revisione) e l’attuazione del Patto europeo sui migranti e sull’asilo. Sul primo punto, nel 2026 i piani dell’Ue si concentrano da una parte sugli “Omnibus” di semplificazione normativa per ridurre gli oneri su imprese e cittadini, e dall’altra sulll’accelerazione degli investimenti verdi e sull’economia circolare, con l’attuazione di standard per prodotti riparabili (caricatore universale USB-C obbligatorio per i computer portatili dal 28 aprile, come è già successo per i cellulari e i tablet dalla fine del 2024) e l’introduzione di un sistema digitalizzato per la spedizione dei rifiuti (Diwass, “Digital Waste Shipment System”, dal 21 maggio). Come nel 2025, anche sfruttando la “maggioranza Giorgia” che ha visto più volte uniti Ppe e destre, l’obiettivo sarà quello di ridurre l’impatto delle misure del Green Deal sull’economia.

Per quanto riguarda i migranti, il 2026 sarà un anno cruciale perché dal 12 giugno comincerà a essere applicato il nuovo Patto su Migrazione e Asilo. Previsti, tra le altre cose, l’ntroduzione di screening obbligatori e procedure accelerate alle frontiere esterne per determinare rapidamente chi ha diritto all’asilo e chi deve essere rimpatriato; un ‘Meccanismo di solidarietà’ tra Stati membri per cui gli Stati membri potranno scegliere tra ricollocare richiedenti asilo nel proprio territorio, o fornire supporto finanziario e/o operativo per sostenere i Paesi di primo arrivo: Italia, Spagna, Grecia, Cipro. Il 18 dicembre scorso il Parlamento europeo e il Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo su nuove norme – in vigore dal 2026 – in materia di asilo, che modificano il concetto di “paese terzo sicuro” previsto dal regolamento Ue sulle procedure di asilo e introducono un elenco unico dei “paesi di origine sicuri”. Questo dovrebbe permettere lo sblocco dei centri italiani in Albania per i migranti irregolari, secondo Meloni, che punta anche a stringere sulla proposta di revisione delle Convenzioni internazionali sui diritti dei migranti.

Di Alberto Ferrarese e Lorenzo Consoli

[Ecco l’agenda per l’anno appena iniziato, con temi e date|PN_20260111_00004|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/01/20260111_094541_3722DCFF.jpg |11/01/2026 09:45:51|Ucraina, Trump, Pnrr e migranti nel 2026 europeo di Giorgia Meloni|Ucraina|Politica, Europa Building]

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