Bianco, concluse le riprese del film su Walter Bonatti con Alessandro Borghi
Fine riprese per Bianco Ph. Alfredo Falvo
CINEMA, CULTURA
di Erika David  
il 14/01/2026

Bianco, concluse le riprese del film su Walter Bonatti con Alessandro Borghi

Gli ultimi ciak di Daniele Vicari, dopo le riprese sul Monte Bianco, nei giorni scorsi nell'alta Val Venosta; il film sarà nelle sale prossimamente con 01 Distribution

Con gli ultimi ciak nell’Alta Val Venosta, sono concluse le riprese di Bianco, il film di Daniele Vicari sulla tragedia del Freney.

Il film porta sul grande schermo l’epica impresa sul Pilone centrale del Frêney nel massiccio del Monte Bianco, nel 1961, che vide tra i protagonisti, sopravvissuto insieme a Roberto Gallieni e il francese Pierre Mazeaud, Walter Bonatti.

Protagonista Alessandro Borghi, chiamato a interpretare Walter Bonatti, figura centrale dell’alpinismo mondiale e simbolo di un rapporto assoluto con la montagna.

Il film, girato in parte in Valle d’Aosta, si inserisce nel solco del grande cinema di montagna, unendo rigore storico, tensione narrativa e una forte attenzione al paesaggio come elemento drammaturgico.

La Valle d’Aosta come set naturale

Daniele Vicari e Alessandro Borghi a Courmayeur. Foto di Alfredo Falvo

La Valle d’Aosta è uno dei cuori pulsanti di Bianco.

Daniele Vicari ha scelto di girare nei luoghi reali della vicenda: dal Flambeaux alla Fourche, fino al Peuterey e ai piedi del Pilone Centrale del Frêney, una parete di roccia verticale alta circa 800 metri, tra le più imponenti del massiccio del Monte Bianco.

Un set naturale che non fa da semplice sfondo, ma diventa parte integrante del racconto cinematografico, restituendo sullo schermo la maestosità e l’ostilità dell’alta quota.

Il legame con il territorio è rafforzato dal sostegno della Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste e dal patrocinio dei Comuni di Courmayeur e Chamonix.

Tre mesi in quota: il cinema alla prova della montagna

Le riprese di Bianco si sono svolte per oltre tre mesi tra i 3.000 e i 3.500 metri di altitudine.

Un’esperienza intensa anche per la troupe, come racconta il regista Daniele Vicari all’indomani dell’ultimo ciak: «La montagna dà energia, ci guida verso l’alto e ci chiede solo di essere rispettata».

«La nostra troupe lo ha fatto e lei ci ha restituito una bellezza che basterà per anni, come un carburante miracoloso che ci porterà lontano, dove l’immaginazione vince sulle paure e sul senso del limite».

Accanto alle riprese in alta quota, il film ha previsto una complessa fase di lavorazione in teatro di posa a Roma, dove sono state ricostruite con tecnologie avanzate le pareti e le cenge del Frêney, prima della conclusione sulle nevi dell’Alto Adige.

La tragedia del Frêney: dal fatto storico al racconto

Bianco ricostruisce la spedizione di Walter Bonatti insieme ad Andrea Oggioni e Roberto Gallieni verso la conquista dell’inviolato Pilone Centrale del Frêney.

Al bivacco della Fourche, l’incontro con una cordata francese guidata da Pierre Mazeaud cambia il destino della salita.

È l’alba del 10 luglio 1961 quando i sette alpinisti decidono di partire insieme.

A pochi metri dalla vetta, una violenta tempesta di neve e vento trasforma l’impresa in una lotta per la sopravvivenza: quattro giorni e quattro notti bloccati su strettissimi terrazzini, senza cibo, esposti al gelo. Un evento che segnerà per sempre la storia dell’alpinismo.

Cast internazionale e scrittura corale

Oltre ad Alessandro Borghi, il film vede nel cast Pierre Deladonchamps, Finnegan Oldfield, Marlon Joubert, Quentin Faure, Alessio Del Mastro e Jonas Bloquet.

Una scelta che riflette la dimensione europea della vicenda e rafforza il carattere corale del racconto.

Il film è tratto dal libro Frêney 1961 – La tempesta sul Monte Bianco di Marco Albino Ferrari, che firma soggetto e sceneggiatura insieme a Massimo Gaudioso, Francesca Manieri e allo stesso Vicari.

Distribuito da 01 Distribution, Bianco arriverà prossimamente al cinema.

(e.d.)

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