Giochi giganti al Crest, Avs chiede la sospensione del progetto
La zona del Crest dove dovrebbe sorgere il parco giochi, ripresa dalla webcam
Turismo
di Erika David  
il 15/01/2026

Giochi giganti al Crest, Avs chiede la sospensione del progetto

La costruzione del parco giochi al Crest, ad Ayas, ha sollevato in passato perplessità e contrarietà da parte degli operatori della zona per le difficoltà di accesso alle strutture che la modifica della viabilità comporterebbe

Torna sui banchi del Consiglio regionale il parco con giochi giganti che Monterosa Spa ha in programma di realizzare all’arrivo della telecabina del Crest, ad Ayas.

L’auspicio di Avs, Alleanza Verdi Sinistra, che ha presentato un’interpellanza sul tema, è che si valuti «la sospensione del progetto o la revisione delle scelte progettuali, esplorando soluzioni alternative meno impattanti, più inclusive e maggiormente condivise con la comunità locale».

Il parco con giochi giganti

Il progetto, riassunto dalla capogruppo di Avs, Chiara Minelli, prevede l’installazione di una forma di fontina, un secchio di latte, una mucca grandi tra i 4 e 8 metri nei quali entrare, salire per poi lanciarsi su soffici tappetoni.

Giochi «che dovrebbero promuovere le attività agro pastorali della zona, destinati a bambini dai 3 ai 12 anni, collocati in prossimità dell’arrivo della telecabina, dal costo complessivo di oltre 1,1 milioni di euro» ricorda Minelli.

«I manufatti occuperebbero circa 5.000 mq di suolo, con fondazioni in cemento armato e con un forte impatto paesaggistico e visivo sull’intera conca del Crest. Inoltre, il parco non sarebbe accessibile alle persone con disabilità, in contrasto con le politiche regionali di inclusività turistica».

La preoccupazione degli operatori del posto

Già nel 2024, a seguito di un primo sopralluogo sull’area, gli operatori avevano espresso preoccupazione per l’impatto ma soprattutto per le modifiche alla viabilità che la realizzazione del parco giochi comporterebbe, impedendo l’accesso diretto alla telecabina da parte dei mezzi -quad. motoslitte o fuoristrada- a piste aperte.

«È prevista la dismissione di una strada poderale, con conseguenti difficoltà di accesso alla funivia per gli operatori economici e i proprietari della zona» evidenzia la capogruppo di Avs.

«Chiediamo quindi di fare chiarezza sullo stato dell’iter autorizzativo, sull’impatto paesaggistico ed economico del progetto e sulla viabilità, e di valutare la sospensione dello stesso o la revisione delle scelte progettuali, esplorando soluzioni alternative meno impattanti, più inclusive e maggiormente condivise con la comunità locale».

L’intervento della Soprintendenza per ridurre le dimensioni dei giochi

Nella sua replica l’assessore allo Sviluppo economico, Luigi Bertschy spiega che l’ultimo parere necessario sulla relazione tecnica del progetto è stato rilasciato il 16 ottobre dall’assessorato ai Beni e attività culturali.

In merito alla viabilità e all’accesso alle strutture nella zona del Crest, Bertschy ricorda che «il regolamento impianti di risalita del Monterosa 2025-2026 stabilisce che gli accessi di servizio alle piste avvengano con mezzi idonei e previo accordo con i gestori, modalità comunicate agli utilizzatori prima dell’avvio della stagione sciistica e invariate dal 2023».

«Non ci sono piste di proprietà regionale nell’area del Crest e non sono presenti strade interpoderali o di proprietà regionale gestite dal Dipartimento risorse naturali. L’Assessorato è informato del progetto tramite il Consorzio Fontina, che si è confrontato con la società Monterosa per valutare l’interesse al progetto per quanto attiene l’installazione di pannelli tematici per la divulgazione di informazioni a riguardo della filiera della Fontina e del sistema degli alpeggi».

Modifiche la progetto sono state chieste dalla Soprintendenza che è intervenuta su dimensioni e posizionamento delle strutture per ridurne l’impatto visivo, «ciò è avvenuto tramite la riduzione di alcune altezze e lo spostamento di elementi in aree già caratterizzate da altre strutture presenti».

Bertschy: «il parco giochi mira a diversificare l’offerta

Riguardo alla realizzazione dell’opera, «il Parco giochi del Crest , mira a diversificare l’offerta turistica, aumentare i visitatori e la loro permanenza media, prolungare la stagionalità e valorizzare il territorio, promuovendo attività ludico-ricreative legate alla pastorizia e all’agricoltura montana» dice Bertschy.

Sono note le problematiche legate a viabilità e accesso, l’assessore spiega che «il sindaco di Ayas, Alex Brunod, ha evidenziato la necessità di risolvere le problematiche relative alla viabilità e all’accesso alla funivia già emerse durante il sopralluogo del 2024, ribadendo l’intenzione di promuovere un confronto con residenti e operatori locali per individuare soluzioni condivise».

«È emersa in modo chiaro la consapevolezza dell’importanza strategica di dotare Ayas di nuove attrazioni capaci di rafforzare l’offerta turistica, in particolare per la clientela familiare perché, in un contesto di crescente competitività tra le destinazioni alpine, la creazione di servizi e infrastrutture dedicate al tempo libero, rappresenta un elemento fondamentale per mantenere e accrescere l’attrattività della località nelle stagioni intermedie».

Il progetto non si sospende

«Alla luce di queste considerazioni – ha concluso l’assessore -, non si prevede la sospensione o la revisione complessiva del progetto, con l’invito alla Società promotrice di trovare soluzioni efficaci per l’accessibilità e di garantire un’attenzione a valutare investimenti per rendere maggiormente inclusiva l’area giochi secondo le indicazioni emerse».

Non è soddisfatta della risposta la capogruppo di Avs: «l’assessore fa riferimento a futuri interventi che riteniamo veri e propri scempi, giustificati in modo puerile con l’idea di “portare le persone a vedere le cime dall’alto”.  Ma prima di fare ciò dovreste preoccuparvi di rendere accessibili i marciapiedi, le strutture e i luoghi pubblici».

«Denunciamo il mancato coinvolgimento dei residenti nel progetto, l’enorme impatto paesaggistico, l’approccio sbagliato circa la valorizzazione delle attività casearie e la mancanza di risposte sui problemi di viabilità e gestione dei rifiuti. Contrasteremo come potremo la realizzazione di quest’opera» conclude Minelli.

(e.d.)

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