Concessioni idroelettriche: «le Regioni legiferano e la Valle d’Aosta è ferma»
A denunciarlo i gruppi consiliari Alleanza Verdi e Sinistra, PD-Federalisti Progressisti VdA e Autonomisti di Centro
Blocco “paradossale” per la Valle d’Aosta che resta l’unica Regione italiana senza poteri concreti sulle concessioni idroelettriche, nonostante questo sia il settore in cui lo Statuto speciale dovrebbe garantire maggiore autonomia.
A denunciarlo sono i gruppi consiliari Alleanza Verdi e Sinistra, PD-Federalisti Progressisti VdA e Autonomisti di Centro, a un anno dall’approvazione, all’unanimità, della norma di attuazione dello Statuto, pensata per sbloccare la gestione delle acque valdostane.
«Quel testo, frutto di sei anni di lavoro tecnico e istituzionale, giace oggi fermo nei cassetti della Presidenza del Consiglio dei Ministri» spiegano i consiglieri.
«È un paradosso: le Regioni a Statuto ordinario hanno più strumenti della Valle d’Aosta. Mentre altrove si pianifica il futuro energetico, qui restiamo bloccati da un silenzio romano che dura da dodici mesi».
Rischi economici e strategici
Secondo i gruppi firmatari, il blocco non è solo una questione di principio, ma rischia di avere conseguenze economiche e strategiche.
«Senza questa norma, la Regione potrebbe arrivare alla scadenza delle concessioni senza strumenti giuridici per gestire rinnovi e gare, lasciando un settore vitale per l’economia valdostana nell’incertezza».
Mozione in Consiglio Valle
Per rompere lo stallo, AVS, PD-FP e AdC hanno depositato una mozione che sarà discussa nel Consiglio regionale del 28 e 29 gennaio.
«Non vogliamo fare polemica politica — precisano —, ma un’azione istituzionale forte. Chiediamo che tutto il Consiglio Valle, senza distinzione di colore politico, alzi la voce verso Roma per calendarizzare e approvare la norma e tutelare il controllo sulle nostre centrali».
(re.aostanews.it)
