Il Consiglio di Aosta si schiera a favore della funivia Pila-Cogne
L'ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi tranne Avs e Rev-, impegna ad andare verso la realizzazione del collegamento funiviario tra Aosta, Pila e Cogne; contrarie Katya Foletta (Avs) e Cristina Dattola (Renaissance)
Il Consiglio comunale di Aosta si schiera, con l’eccezione di Katya Foletto (Avs) e Cristina Dattola (Renaissance), a favore del collegamento funiviario Pila-Cogne, nonché della valorizzazione del sistema territoriale Aosta-Pila-Cogne.
Questo il frutto dell’ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi consiliari esclusi Avs e Rev- (che ha poi votato a favore), presentato nel corso dell’assemblea cittadina, dove un profondo lavoro preparatorio ha raccolto le istanze di tutti i sottoscrittori.
Odg: il Comune di Aosta sostiene il collegamento Pila-Cogne
A illustrare il succo dell’ordine del giorno è stata una delle prime promotrici, la capogruppo dell’Uv, Giuseppina Bal, che evidenzia come non ci si trovi di un fronte a «un atto ideologico», ma a un «atto di indirizzo», considerato «strategico per Aosta e la Plaine».
Giuseppina Bal sottolinea come l’opera metterebbe in relazione la «storia millenaria di Aosta» e la vocazione sciistica e turistica di Pila e Cogne.
«Lo sviluppo equilibrato della Valle passa attraverso collaborazione tra Comuni – aggiunge -. Aosta non si chiude in sé stessa, ma si apre come hub turistico e culturale per l’intera regione».
L’ordine del giorno: si al collegamento Aosta-Pila-Cogne
L’ordine del giorno emendato da tutte le forze firmatarie ricorda il piano di investimento della Pila spa, sostenuto dalla Regione, di circa 60 milioni di euro per la «modernizzazione degli impianti sciistici del comprensorio e la realizzazione» della Stella di Pila.
Ricordando come Aosta sia una delle poche «città europee direttamente connesse ad un comprensorio sciistico», l’ordine del giorno sottolinea come la Pila spa ha avviato una prima fase progettuale, il Docfap (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali), per il possibile collegamento tra Pila e Cogne e lo presenterà a fine febbraio.
Da qui una serie di “elogi” dell’opera, in grado di «integrare Aosta, il comprensorio di Pila e il territorio di Cogne», unendo un polo culturale al cuore del Gran Paradiso, integrando l’offerta dei paradisi dello sci alpino e dello sci di fondo.
Dal punto di vista strutturale, poi, il documento sottolinea che il futuro impianto «consentirebbe lo smantellamento delle infrastrutture esistenti e la rinaturalizzazione delle piste di discesa», e si svilupperebbe «sui versanti a nord dell’abitato di Cogne, in un’area che ricade all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e che, proprio per questo, richiede particolare attenzione e cautele progettuali».
Pendii che, peraltro, sono già interessati dal passaggio dell’elettrodotto ad altissima tensione “Superphénix”, e in cui l’impianto sarebbe inserito «a fronte di soluzioni progettuali improntate alla massima integrazione paesaggistica» peraltro nel rispetto «delle finalità di tutela proprie del SIC e dei corridoi ecologici naturali».
Infine, un riferimento all’utilizzo del possibile impianto funiviario come via alternativa in caso di emergenze sul territorio di Cogne.
«Tale viabilità non può escludere episodi di chiusura temporanea, e pertanto un sistema di trasporto pubblico funiviario tra Aosta e Cogne, sicuro, elettrico e sostenibile, garantirebbe un collegamento alternativo» si legge ancora, pur valutando «tutte le misure di evacuazione emergenziale, anche in caso di flusso importante».
E poi, ancora, la conferma delle necessità di arrivare al famoso collegamento tra il centro di Aosta e la partenza della telecabina «migliorando ulteriormente l’accessibilità al sistema funiviario».
Da qui, il sostegno al progetto, la promozione del ruolo attivo di Aosta nel percorso progettuale e decisionale, il favorimento del coordinamento con Regione, Pila spa e altri comuni, la valorizzazione del sistema integrato “Aosta-Pila-Cogne-Gran Paradiso”, nonché l’adeguata «informazione dei cittadini».
Collegamento Aosta-Pila-Cogne: il dibattito
Sulla questione si è espresso a favore il capogruppo di Renaissance, Giovanni Girardini, che ha però espresso una perplessità.
«Sono quasi 30 anni che non parliamo più del collegamento con Cogne (il cui abbozzo è stato il bagno di sangue della galleria), ma decenni che parliamo di un collegamento con l’Area FA08 – dice -. Questo costerebbe decine di volte in meno, ma siamo ancora qui a guardare il cielo. Voterò a favore, ma dobbiamo fare la nostra parte».
Sylvie Spirli, Lega, accoglie «con favore questo ordine del giorno – sottolinea -, il partito si è sempre espresso favorevolmente. Vogliamo valorizzare e implementare i collegamenti intervallivi, perché crediamo che questi progetti possano migliorare appetibilità e raggiungibilità delle varie località, ma costituiscono anche uno strumento di trasporto utile in caso di emergenza».
Giuseppe Cipollone (Fratelli d’Itali) aggiunge che «sono d’accordo a livello di principio con tutto ciò che, in maniera ragionevole, prevede lo sviluppo del territorio, non in contrasto con le questioni ambientali, ma senza farne una bandiera ideologica».
La maggioranza a favore dell’Aosta-Pila-Cogne
Per la maggioranza, il capogruppo del Pd, Paolo Tripodi, ricorda come «l’atto di indirizzo vincolante ci permetterà di realizzare un obiettivo che guarda oltre i confini della città. Aosta deve avere un ruolo attivo di attore non protagonista, ma che segua tutte le fasi e i processi che porteranno allo sviluppo dell’infrastruttura; sarà importante esserci per non perdere pezzi fondamentali».
Giorgio Giovinazzo (Pla) esprime il desiderio di vedere Aosta «parte attiva», ma spiega anche che «questa opera può essere complementare, non sarà una via di fuga in caso di emergenza – aggiunge -. Bisogna, però, arrivare al collegamento con l’Area FA08».
Nicolò Munier, capogruppo di Stella Alpina – Rassemblement, parla di un’opera di «valore economico, un moltiplicatore di sviluppo, in grado di attrarre flussi più stabili e destagionalizzati – commenta -. Raggiungere Pila e Cogne senza auto è anche una risposta innovativa verso la mobilità sostenibile».
L’assessore alla Pianificazione, Luca Tonino, specifica come «l’ordine del giorno non supera le norme. Se qualcuno dice che l’opera non si può fare, non si farà. Non vogliamo condizionare il dibattito pubblico, ma far sì che non si possa far finta che Aosta non ci sia se si costruirà. Se attirassimo qualcuno dei 117 mila veicoli diretti a Cogne nel 2025, sarebbe comunque una bella vittoria».
I contrari al collegamento Aosta-Pila-Cogne
Due le consigliere contrarie al collegamento funiviario Aosta-Pila-Cogne.
«L’ordine del giorno presenta tante criticità, il Docfap, infatti, può anche sentenziare la non fattibilità dell’opera – dice Katya Foletto di Avs -. Qui viene dato mandato di sostenere un previsto esito, individuando per il collegamento un ruolo strategico per lo sviluppo turistico e ambientale. Qui sovrappongono la fase valutativa e quella decisionale: si semplifica un tema complesso, rischiando di trasformare una tecnologia in un valore, anziché in uno strumento da valutare criticamente».
Contraria anche Cristina Dattola di Renaissance.
«Sono stata tra i maggiori espropriati per i terreni su cui avrebbe dovuto passare la ferrovia Cogne-Plan Praz – esclama -. Sono stati fatti tanti lavori a vuoto, tanti sopralluoghi, scavi, poi tutto è stato abbandonato come un giocattolo che non interessa più perché c’è già quello nuovo. Ho toccato con mano lo spreco di denaro pubblico e ora si vogliono spendere altri milioni, tanto i vecchi non li ricorda più nessuno. Prima di collegare Aosta con il Parco del Gran Paradiso, miglioriamo i trasporti per arrivare ad Aosta».
(alessandro bianchet)
