Il Consiglio di Aosta chiede al Governo il riconoscimento dello Stato di Palestina e apre all’accoglienza di profughi
Approvata la mozione (emendata) presentata da Avs. Contrario il centrodestra: «È solo un attacco all'esecutivo nazionale»
Il Comune di Aosta chiederà al Governo italiano il riconoscimento dello Stato di Palestina e si propone di accogliere famiglie e bambini provenienti dai territori occupati attraverso corridoi umanitari, nell’ambito dell’appartenenza alla rete Sai.
Il tutto con l’appoggio di Avs, maggioranza e Cristina Dattola (Renaissance), ma senza quello del centrodestra, che ha accusato la mozione di essere «solo un attacco all’esecutivo».
Aosta chiede il riconoscimento dello Stato di Palestina
Questo il succo della lunga discussione sulla mozione presentata da Katya Foletto (Avs), che oltre a chiedere il riconoscimento dello Stato di Palestina (cosa peraltro già accaduta in un ordine del giorno dello scorso anno), ha puntato sull’accogliere i profughi palestinesi nella nostra città.
La maggioranza, dopo aver emendato alcuni punti, ha dato il proprio appoggio, mentre il centrodestra, vistosi respinto un altro emendamento forse più provocatorio che altro, ha deciso di astenersi (Forza Italia) e di votare contro (Fratelli d’Italia e Lega).
Palestina: la mozione
Nella sua esposizione, Katya Foletto (Avs) ha evidenziato come ormai lo Stato di Palestina sia riconosciuto da 154 Paesi e non dall’Italia, e, dopo aver condannato gli atti terrositici di Hamas del 7 ottobre, ha sottolineato come sia «evidente il tentativo di annientamento del popolo palestinese e la negazione del loro diritto a uno stato».
Ricordato come la comunità internazionale «ha il dovere morale e giuridico di intervenire per proteggere la popolazione civile e promuovere una soluzione pacifica del conflitto», ha chiesto al Comune di «sollecitare il Governo Italiano al riconoscimento dello Stato di Palestina», «esprimere il massimo sostegno della città di Aosta alla popolazione di Gaza», nonché al Comune di dare «disponibilità nell’accogliere profughi che potranno arrivare in Italia attraverso corridoi umanitari» (impegnativa poi finita nelle premesse, peraltro nell’ambito della rete Sai).
«Penso possa essere un atto di grande umanità e dimostri la capacità di occuparsi delle grandi questioni umanitarie internazionali, dando una disponibilità concreta di accoglienza – ha spiegato Foletto -. Aosta è una città di accoglienza, multietnica e multiculturale per tradizione e credo che debba essere testimoniato anche in questa occasione».
L’emendamento bocciato
Dopo una pausa, il centrodestra ha presentato un emendamento «sostanziale» illustrato da Giuseppe Cipollone (Fratelli d’Italia), nel quale sono state tolte «le parti di opinionismo spicciolo, su cui il Comune non ha alcuna voce in capitolo». Ossia, tutte le quelle riguardanti le impegnative verso il Governo e il riconoscimento dello Stato di Palestina.
Subito il niet di Katya Foletto, che ha definito l’emendamento «non accoglibile, il Comune può interloquire con il Governo e tutte le istituzioni» ed evidenziando come il servizio della rete Sai «dà la possibilità di accogliere i rifugiati».
«Avete reso palese la volontà di fare semplicemente un attacco al Governo – ha ribattuto Cipollone -. Ditemi quanti palestinesi staranno meglio con questo ordine del giorno. Servirà solo per vantarvi alla prossima pastasciutta antifascista».
Le repliche
Surriscaldato, da qui in avanti, il clima, con l’assessore alle Politiche sociali, Marco Gheller, che ha ricordato come anche il comune di Sabaudia, così come tanti altri amministrati del centrodestra, «si è schierato per il riconoscimento dello Stato di Palestina – ha ribattuto -. Mi dispiace che sia stato buttato in caciara un tema trasversale».
Dopo la frecciatina di Nicolò Munier (Sa-Rv), che ha chiesto di non accostare il proprio nome a quello del centrodestra, Sylvie Spirli (Lega) gli ha ricordato come il suo movimento, in Regione «non appare così schifato» di governare con Forza Italia e ha aggiunto: «Spesso qui sembra di essere all’Onu, sarebbe meglio focalizzarsi su temi più legati alla popolazione aostana, come abbiamo cercato di fare».
Astenuta Forza Italia, l’assessora al Turismo, Cecilia Lazzarotto, ha rintuzzato.
«Sono rammaricata per i toni usati affrontando una situazione drammatica, stiamo parlando in un genocidio – ha attaccato -. L’obiettivo di due popoli in due Stati e ciò a cui tutti dovremmo tendere. Forse siamo l’ultimo paese dell’Europa occidentale a non riconoscere lo Stato di Palestina. La rete Sai? Grazie a questa saremmo già pronti ad accogliere».
(alessandro bianchet)
