Sinistra Valle d’Aosta: unità e coerenza per essere alternativi
Uniti a Sinistra, Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista rassicurano gli elettori sull'impegno per i prossimi 5 anni
“I valori e i contenuti del progetto presentato alle elezioni regionali e comunali di Aosta restano un punto fermo dell’agire politico. Gli elettori che in quei valori e in quei contenuti avevano riposto, con un voto, la loro fiducia e speranza non saranno abbandonati per i successivi 5 anni, resistendo alle manovre della Realpolitik locale, che brilla per trasformismo”. Lo ribadiscono con una nota le componenti della Commissione politica di Valle d’Aosta aperta che si riconoscono ufficialmente in Uniti a Sinistra, Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista.
“Rassicuriamo gli elettori di Valle d’Aosta Aperta che non verremo meno agli impegni presi”, sottolineano le componenti della Commissione politica di Valle d’Aosta aperta.
No al referendum
Valle d’Aosta aperta comunica che “continueremo ad essere aperti al dialogo e al confronto con tutte le forze che non si abbasseranno a compromessi nell’interesse di pochi e contribuiremo a tutte le lotte che vadano a vantaggio della collettività, a partire dal nostro impegno a promuovere e sostenere, senza i distinguo di altri, il Comitato per il NO al referendum sulla Magistratura”.
Pace
Sul tema della pace “non siamo disponibili alle ipocrisie di chi scende nelle piazze con il popolo della pace ma nelle sedi istituzionali in Europa, in Italia, in Valle d’Aosta o nel Comune di Aosta vota per il riarmo o è silente sul genocidio in corso in Palestina e consente ai suoi rappresentanti eletti di votare con Von der Leyen e Meloni”.
Welfare e diritti civili
Sul tema del welfare e dei diritti del lavoro “non accettiamo la subordinazione culturale alle logiche neoliberiste e di privatizzazione strisciante che ha pervaso anche una parte del centrosinistra e in Valle d’Aosta costituisce una deriva iniziata ben prima dell’abbraccio fra UV, FI e Azione”.
Sui diritti civili “alle dichiarazioni di buone intenzioni devono seguire fatti concreti: leggi e atti amministrativi. Anche in Valle d’Aosta, tra le più ricche regioni italiane, lunghe liste d’attesa minano il diritto alla salute di tanti pazienti, oltre 500 famiglie aspettano trepidanti una casa popolare che consenta loro una vita più serena e sicura, l’accoglienza dei rifugiati politici ha la percentuale più bassa d’Italia: una VERGOGNA!”
Sul piano econimico, secondo Valle d’Aosta Aperta “la Valle d’Aosta si allinea alle politiche neoliberiste che aumentano le diseguaglianze sociali, compromettendo anche quel senso di comunità che è presupposto indispensabile perché l’Autonomia Speciale resti un valore condiviso e non uno strumento nelle mani di poche lobbies, sempre più estranee alle sorti future del nostro territorio sia sul piano sociale sia sul piano ambientale”.
(re.aostanews.it)
