Consiglio Valle: decaduta, Cristina Machet (UV) fa gli scatoloni, ma c’è aria di ricorso al Consiglio di Stato
Politica
di Danila Chenal  
il 04/02/2026

Consiglio Valle: decaduta, Cristina Machet (UV) fa gli scatoloni, ma c’è aria di ricorso al Consiglio di Stato

L'Union Valdôtaine ha preso la decisione di ricorrere a Palazzo Spada per il secondo grado di giudizio avverso la sentenza del Tar che ha assegnato il terzo seggio ad Andrea Campotaro di Avs a detrimento di Machet

Consiglio Valle: decaduta, Cristina Machet (UV) fa gli scatoloni, ma il Mouvement ricorre al Consiglio di Stato.

L’Union Valdôtaine ha preso la decisione di ricorrere a Palazzo Spada per il secondo grado di giudizio avverso la sentenza del Tar che ha assegnato il terzo seggio ad Andrea Campotaro di Avs a detrimento di Machet.

Il messaggio Facebook

Scrive Machet sul suo profilo: «Oggi ho svuotato l’ufficio in Consiglio regionale, sono grata di questa bellissima esperienza, anche se durata poco. Ringrazio la mia famiglia che anche in questo momento un po’ particolare mi è stata tanto vicina, ringrazio il gruppo degli eletti dell’ Union Valdôtaine e il Comité Fédéral per il sostegno sincero e per avermi insegnato tanto in questi mesi».

«Un pensiero ai dipendenti del Consiglio per la loro gentilezza e professionalità – prosegue il messaggio -. Grazie all’UV per questa bella opportunità e a tutti i Consiglieri con i quali ho fatto un percorso che mi ha davvero entusiasmata. Mi dispiace per i miei sostenitori, per chi mi ha dato fiducia, per gli elettori ma torno al mio lavoro (è segretaria dell’Unité Monte Emilius ndr) serena, anche lì potrò fare qualcosa di utile. La politica resterà una passione importante».

Le motivazioni

«Dopo un’analisi approfondita della sentenza pronunciata dal Tar il 30 gennaio scorso e degli atti disponibili – si legge in una nota di Avenue des Maquisard -, emerge che la decisione del Tribunale si traduce, nella sostanza, in un’operazione di “salvataggio” a favore della lista Alleanza Verdi Sinistra, che, per 2 due voti, in due distinte verifiche dell’Ufficio elettorale regionali erano stati considerati non validi per la presenza di segni di riconoscimento dell’elettore.

«Il Tar ha motivato tale scelta richiamando il principio del favor voti, norma fondamentale del diritto elettorale italiano volta a garantire la validità del voto espresso, interpretando estensivamente la volontà dell’elettore, a condizione che la scelta sia chiaramente espressa e non vi siano segni di riconoscimento».

«Secondo l’Union Valdôtaine, tuttavia, questa interpretazione entra in conflitto con principi di ordine superiore, fondamento di qualsiasi ordine democratico, come la segretezza e l’unicità del voto – recita la nota -. Principi che non possono essere compromessi o sacrificati, nemmeno in nome del favor voti, senza compromettere l’integrità e la trasparenza dell’intero processo elettorale».

«Per queste ragioni, in linea con quanto già sottolineato nella nota del 30 gennaio scorso, e dopo aver consultato i propri organi direttivi e il gruppo del Consiglio Valle, l’Unione Valdôtaine intende garantire il rispetto delle regole democratiche e della sicurezza in materia elettorale. Incarica i propri avvocati, M. Hebert D’Herin e M. Riccardo Viriglio, di presentare ricorso al Consiglio di Stato».

(da.ch.)

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