Nordcorea, Kim Jong Un potrebbe “promuoversi” Presidente
Roma, 4 feb. (askanews) – Dopo il prossimo congresso del Partito dei lavoratori coreani, la formazione unica del potere a Pyongyang, potrebbe verificarsi un fatto che, al di là dell’apparente formalismo, avrebbe portata storica: il leader Kim Jong Un potrebbe assumere il titolo di presidente, usato finora solo per il fondatore dello Stato nordcoreano Kim Il Sung, nonno dell’attuale dittatore.
Secondo quanto riporta il sito specializzato 38 North, l’occasione per questa storica nomina potrebbe essere la riunione parlamentare che seguirà il congresso, per il quale non sono ancora note le date.
Il portale, che monitora le attività della Corea del Nord, ha valutato la possibilità che Pyongyang reintroduca la carica di “presidente della Repubblica popolare democratica di Corea” sulla base del fatto che dal settembre 2024 Kim Jong Un viene indicato ufficialmente come “Capo dello Stato”, elemento che potrebbe segnalare un cambiamento nell’assetto istituzionale del Paese.
Il titolo di presidente è stato attribuito a Kim Il Sung dal 1972 fino alla sua morte nel 1994. La Costituzione adottata in quell’anno stabiliva che il presidente fosse il capo dello Stato e rappresentasse la sovranità nazionale. Nel 1998, però, la carta fondamentale fu modificata e la carica abolita, aprendo la strada al governo del figlio Kim Jong Il come presidente della Commissione nazionale di difesa. Sostanzialmente, si decise che l’unico Presidente della DPRK sarebbe stato Kim Il Sung, una figura semi-divinizzata nel contesto dell’ideologia di Stato “juch’e” (“autonomia”).
Secondo 38 North, l’approccio tradizionalmente prudente di Pyongyang nella definizione dei titoli di vertice suggerisce che un’eventuale reintroduzione della presidenza e la sua assegnazione a Kim Jong Un andrebbero oltre un semplice riconoscimento simbolico o cerimoniale.
La Corea del Nord si prepara al nono congresso del Partito dei lavoratori, atteso nelle prossime settimane e destinato a fissare le linee guida su diplomazia, difesa ed economia per i prossimi cinque anni.
