Vannacci a quota 3 deputati, Sasso e Ziello lasciano la Lega
Roma, 6 feb. (askanews) – Dopo l’ex di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo, Roberto Vannacci recluta altri due deputati. Seguendo le orme dell’ex generale, Roberto Sasso e Edoardo Ziello lasciano il gruppo della Lega alla Camera e passano al Misto. Preludio dell’addio, ieri, la presentazione – a tre firme – di un emendamento al decreto Ucraina che chiede lo stop delle armi a Kiev. Oggi l’addio annunciato via facebook.
“Esco dalla Lega e scelgo di seguire il generale Roberto Vannacci nella sua battaglia identitaria e sovranista”, scrive Sasso, ex sottosegretario all’Istruzione, pugliese di Altamura, in provincia di Bari, nel 2014 uno dei fondatori del partito di Salvini al Sud, “quando – ricorda – fare politica per la Lega nel meridione era impresa proibitiva”. “Se avessi voluto fare una scelta di convenienza sarei rimasto dove sono” ma, osserva, “oggi quel progetto per me non esiste più. Si preannuncia una svolta nella visione politica della Lega e io non la condivido e poichè non sono compatibile, tolgo il disturbo”. Ziello si dice “costretto” a dimettersi da un partito che “continua a tradire la fiducia degli italiani”. Anche lui aderisce a Futuro Nazionale, “un progetto di destra seria e vitale che non vuole far tornare la sinistra al governo”, scrive su Facebook.
Una volta approdati nel gruppo Misto, c’è da rimboccarsi le maniche per riuscire a formare una componente che, da regolamento della Camera, deve essere costituita da almeno tre deputati. Quindi i numeri ci sarebbero ma non bastano: i deputati in questione dovrebbero rappresentare un partito che abbia presentato liste di candidati alle elezioni per la Camera o candidature nei collegi uninominali. In questa prospettiva, Vannacci potrebbe rispolverare qualche ammiccamento che c’era stato con Sud Chiama Nord prima di essere reclutato da Salvini per le elezioni europee. Sud Chiama Nord ha un deputato eletto, Francesco Gallo, iscritto al Misto, ma per ora il movimento di Cateno De Luca smentisce ogni flirt. Un’altra carta da giocare potrebbe essere quella di Mario Adinolfi che alle ultime elezioni si è presentato con la lista “Alternativa per l’Italia – No Green Pass” raccogliendo lo 0,1%. L’ex parlamentare del Pd non ha nascosto le sue simpatie per il generale pubblicando nei giorni scorsi su Instagram un post che lo ritrae con il generale e Fabrizio Corona in preghiera come “difensori della cristianità e dei valori morali”.
Intanto il primo gruppo ufficiale di Futuro nazionale è nato in consiglio regionale in Toscana. L’unico eletto della Lega Marco Simoni, fedelissimo di Vannacci, ha lasciato il partito di Salvini. Ed è Simoni che spiega anche la questione del simbolo, da giorni al centro di polemiche prima per una somiglianza con Nazione Futura di Francesco Giubilei, poi perché già registrato da un ex M5s, anche se non rinnovato dopo i primi dieci anni. “L’uso del simbolo è autorizzato esclusivamente da Vannacci”, precisa. “Nessuno ci ha scritto, ho letto solo rivendicazioni astruse”, aggiunge annunciando che “da lunedì inizieremo a strutturare il partito anche nei ruoli”.
La reazione della Lega agli addii è dura: “A proposito di cornice di coerenza, chi entra in Parlamento grazie a un Partito e ai suoi elettori, e poi tradisce loro e il loro voto, dovrebbe dimostrare di averne altrettanta dimettendosi anche dal ruolo che si ricopre”, dichiara Andrea Crippa. Di fronte a due addii, decide di restare invece Domenico Furgiuele, “tra i padri fondatori della Lega in Calabria” mentre Aboubakar Soumahoro smentisce ogni intenzione di seguire Vannacci.
