Israele punta a rilanciare il turismo e guarda al mercato italiano
Gerusalemme, 7 feb. (askanews) – Dopo il conflitto e il lungo stop ai flussi turistici internazionali, Israele punta a rimettere in moto il settore e guarda anche al mercato italiano. Cultura, brevi soggiorni nelle città e pellegrinaggi sono al centro della strategia illustrata in questa video-intervista da Kalanit Goren, direttrice dell’Ufficio nazionale del turismo israeliano in Italia.
“Questo è il momento, il 2026, per promuovere Israele – spiega Goren – Noi adesso facciamo le campagne, le attività, con le agenzie di viaggio, con le compagnie aeree. Perché adesso sentiamo che c’è proprio il desiderio, dopo due anni, di tornare in Terra Santa e in Israele”.
“I mercati nostri principali sono quello culturale e del City’s Break perché Israele, Tel Aviv, Gerusalemme sono vicinissimi, a 3-4 ore (di volo ndr) e ovviamente il mondo del pellegrinaggio, perché la Terra Santa, con Gerusalemme, Nazaret e tutti i luoghi sacri”, aggiunge la direttrice, osservando che “il turismo è ponte cultura di pace tra i popoli. Israele ha i luoghi più importanti e più interessanti per l’essere umano e anche ovviamente per il turista italiano. Quindi per noi è un privilegio avere l’opportunità di condividere questi posti. Non non siamo parte assolutamente del processo politico”.
“Il viaggio è importante per l’anima, per la crescita. E soprattutto – conclude – quando qualcuno viaggia in Israele e vive differenti esperienze, torna anche con l’anima e la vita cambiata, con una crescita personale, dopo aver visto tutti questi luoghi speciali, particolari che si trovano solo qui in Israele”.
