Fedagripesca: bene Corte Conti Ue, a rischio identità pesca
AskaNews
di admin Administrator  
il 10/02/2026

Fedagripesca: bene Corte Conti Ue, a rischio identità pesca

Roma, 10 feb. (askanews) – “La Corte conferma le nostre preoccupazioni: il rischio è una burocrazia paralizzante e la perdita di identità della pesca. La lettera che abbiamo inviato alla von der Leyen resta attuale: serve autonomia e certezza per le imprese”. Il progetto della Commissione europea di istituire un “Fondo Unico” per il periodo 2028-2034, che accorpi Agricoltura, Pesca e Coesione, ha ricevuto una pesante bocciatura tecnica dalla Corte dei Conti europea (ECA). Un verdetto che rafforza la posizione di Confcooperative FedAgriPesca, già espressa con forza nella lettera inviata nelle scorse settimane alla Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.

Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative FedAgriPesca, commenta con durezza le conclusioni del documento ECA 05/2026: “Quello che la Corte definisce oggi come ‘rischio di incertezza legale’ e ‘complessità burocratica’ è esattamente ciò che avevamo denunciato nella nostra missiva alla Presidente von der Leyen. Non si può pensare di gestire la specificità della pesca e dell’agricoltura all’interno di un unico calderone indistinto, sacrificando l’efficienza sull’altare di una semplificazione che, nei fatti, si preannuncia come un labirinto amministrativo”.

Secondo il parere della Corte dei Conti, la nuova architettura proposta dalla Commissione presenta lacune critiche: la mancanza di una definizione chiara di “valore aggiunto Ue”, la difficoltà di tracciare i fondi fino ai beneficiari finali e il rischio di una frammentazione della Politica Comune che colpirebbe la competitività delle imprese.

“La Corte è stata cristallina” – prosegue Tiozzo – “avvertendo che l’accorpamento delle politiche potrebbe generare disparità di trattamento tra gli operatori dei diversi Stati membri. Per il settore ittico, già provato da anni di restrizioni, la prospettiva di dover competere per le risorse all’interno di Piani di Partenariato Nazionale dominati da altre logiche è inaccettabile. Come abbiamo scritto alla von der Leyen, la Pesca e l’Agricoltura non sono semplici voci di bilancio, ma pilastri della sovranità alimentare e della tenuta sociale dei territori”.

Confcooperative FedAgriPesca rilancia quindi la “posizione italiana”, chiedendo al Governo e ai rappresentanti a Bruxelles di fare muro contro un’impostazione che rischia di ritardare l’erogazione dei fondi e di rendere opaca la gestione delle risorse. “Chiediamo che venga preservata l’autonomia finanziaria e gestionale dei fondi dedicati alla pesca e all’agricoltura. La flessibilità non deve diventare anarchia amministrativa. Se la Commissione non ascolterà i rilievi della Corte dei Conti e le istanze del mondo produttivo, il nuovo bilancio 2028-2034 segnerà il declino definitivo della capacità dell’Europa di sostenere le proprie imprese primarie”, conclude Tiozzo.

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