Giorno del Ricordo: «rompiamo il silenzio che per troppi anni ha avvolto l’orrore»
La commemorazione del Comitato 10 febbraio, ieri sera al parco Martiri delle Foibe, ad Aosta; oggi, nel tardo pomeriggio (ore 18), un incontro al salone Ducale del municipio di Aosta
Giorno del Ricordo: «rompiamo il silenzio che per troppi anni ha avvolto l’orrore».
La memoria e l’occasione per riflettere.
Si è svolta ieri ad Aosta, al parco Martiri delle Foibe in corso XVI Febbraio, la solenne celebrazione del Giorno del Ricordo, un momento di profonda riflessione dedicato alla memoria degli esuli dal confine orientale d’Italia e dei Martiri delle foibe.
La manifestazione, organizzata per onorare una pagina dolorosa della storia nazionale, ha visto la partecipazione del Comitato 10 Febbraio riunito «per rompere il silenzio che per troppi anni ha avvolto questi orrori».
Il legame indissolubile con l’italianità
Durante la cerimonia, è stato ribadito come l’Adriatico orientale sia legato alla cultura italiana in maniera millenaria, citando riferimenti illustri che partono dal geografo Strabone fino a Dante Alighieri.
«Commemorare questi fatti – ha dichiarato Lorenzo Aiello, membro del Comitato – significa rendere una giustizia tardiva a migliaia di italiani deportati, fucilati o infoibati che subirono settimane di terrore a partire dal maggio 1945 con l’arrivo dei militari comunisti slavi».
Il Comitato 10 Febbraio, presente con i suoi rappresentanti, ha sottolineato l’importanza di difendere questa memoria contro ogni tentativo di riduzionismo o giustificazionismo.
Le parole del consigliere Andrea Manfrin
Particolarmente toccante è stato l’intervento del consigliere regionale Andrea Manfrin, presente tra i rappresentanti del Comitato.
«È con vera commozione che ricordiamo i Martiri delle Foibe, uccisi dall’odio comunista titino con l’unica colpa di essere italiani. Decenni sono passati da quei fatti che per lungo tempo sono stati nascosti ma ora anche la Valle d’Aosta celebra i tanti volti senza nome, affinché quello che è successo non debba ripetersi mai più».
Un impegno per il futuro: educazione e cultura
La giornata non è stata solo una commemorazione del passato, ma un appello per il futuro. Tra le proposte avanzate per mantenere vivo il ricordo figurano:
- L’intitolazione di luoghi pubblici: piazze, giardini e panchine tricolori dedicate ai Martiri e a Norma Cossetto.
- Diffusione culturale: l’istituzione di “Scaffali del Ricordo” nelle biblioteche e la donazione di libri nelle scuole per permettere agli studenti di conoscere una storia troppo spesso negata.
- Studio della verità: l’invito affinché nelle scuole si approfondiscano i fatti del 1943 e del 1945.
Il Comitato si è congedato con il proposito di essere coeso e unito nel ripudiare ogni forma di violenza.
Una rosa per Norma Cossetto
Il prossimo appuntamento è già fissato per il 4 e 5 ottobre 2026, in occasione della manifestazione Una Rosa per Norma Cossetto, per onorare la memoria della studentessa istriana e di tutte le donne vittime di violenza.
L’incontro di oggi al salone Ducale
Raccontare la memoria non come un rito formale ma come una pratica viva, capace di interrogare il presente e orientare il futuro.
Con questo obiettivo, il Comune di Aosta e gli studiosi dell’Università della Valle d’Aosta e della Fondation Emile Chanoux hanno promosso il dialogo tra ricerca accademica e impegno civile, invitando alla riflessione sulla memoria del Novecento.
Dopo il primo appuntamento di venerdì nel contesto della Giornata della Memoria, oggi, Giorno del Ricordo, il salone Ducale del municipio di Aosta ospiterà il secondo incontro nel quale interverranno lo storico e consigliere della Fondation Emile Chanoux Jean-Louis Crestani e lo storico e presidente del Comitato scientifico della Fondation Alessandro Celi.
L’incontro offrirà uno spazio di approfondimento storico e civile sulle vicende del confine orientale, delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata con l’obiettivo di riflettere sul ‘come’ affrontare questi temi, evitando semplificazioni, strumentalizzazioni o contrapposizione ideologiche e restituendo al ricordo il suo valore di strumento di consapevolezza e monito per il futuro.
La partecipazione è libera, appuntamento alle ore 18.
(simona campo)
