Anip Confindustria: settore servizi pilastro ma a rischio sostenibilità
Roma, 11 feb. (askanews) – Si è tenuto oggi a Roma, presso Palazzo Wedekind, il convegno “Il valore del lavoro invisibile – Capitale umano e imprese per il benessere collettivo”. L’evento, promosso da ANIP-Confindustria, ha acceso i riflettori su un comparto essenziale per il funzionamento quotidiano di ospedali, scuole, uffici e infrastrutture critiche.
“I servizi – ha esordito Angelo Volpe presidente di ANIP- sono ciò che permette a un Paese di funzionare ogni giorno. Permettono agli ospedali di curare, alle scuole di far crescere i nostri figli, alle stazioni ferroviarie di accogliere milioni di cittadini e turisti, agli uffici pubblici di operare tutti i giorni. Siamo eroi per un giorno durante le emergenze, come il Covid, per poi tornare invisibili. Eppure, parliamo di un settore che coinvolge più di 23.000 imprese e oltre un milione di lavoratori. Ma oggi – continua Volpe- senza una revisione obbligatoria dei prezzi, l’unica leva per le aziende resta la riduzione delle ore lavorate, con un calo della qualità del servizio e un danno diretto ai cittadini. In questo modo il lavoro povero nei servizi non si combatte: si istituzionalizza. Per questo proponiamo revisione obbligatoria dei canoni, un “Codice degli Appalti dei Servizi” e stop ai falsi miti sull’internalizzazione.”
“Il lavoro nei servizi – ha dichiarato Maurizio Marchesini Vicepresidente Confindustria con delega al Lavoro e alle Relazioni Industriali- è una componente strutturale del nostro sistema economico e sociale e deve essere riconosciuto come tale anche nelle politiche pubbliche. Non può esserci qualità dei servizi senza qualità del lavoro: per questo è necessario superare definitivamente la logica del massimo ribasso negli appalti e rafforzare strumenti come la contrattazione collettiva, la revisione contrattuale e il pieno rispetto delle regole. Valorizzare il capitale umano, garantire tutele, investire in competenze, welfare e inclusione non è un costo, ma una scelta strategica per la coesione sociale e la competitività del Paese”
Nonostante i servizi abbiano trainato la crescita italiana con un +1,8% (a fronte di un PIL nazionale al +0,4%), il settore vive un profondo paradosso. Le imprese denunciano una situazione economica non più sostenibile. In un settore labour intensive dove il costo del lavoro pesa per l’80%, i margini di utile sono scesi sotto il 5%. A fronte di rinnovi contrattuali necessari per garantire la dignità dei lavoratori (con aumenti previsti fino al 17% entro il 2028), le aziende si scontrano con canoni d’appalto fermi da anni.
