Ue, Green Deal, non solo retromarcia, von der Leyen difende l’Ets
Alden Biesen, 12 feb. (askanews) – Ci sono dei limiti e delle “linee rosse” anche nella retromarcia generalizzata sulla legislazione sul Green Deal, che gran parte degli Stati membri, dell’industria, del settore agricolo e di varie altre lobby sono riuscite a imporre nell’agenda politica dell’Ue, spesso con il consenso della Commissione europea.
Lo si è visto oggi al ritiro informale dei capi di Stato e di governo dell’Ue nel castello belga di Alden Biesen, dove non è passata la richiesta da parte di diversi paesi, tra cui l’Italia, di smantellare, sostanzialmente, il sistema europeo Ets per la compravendita dei permessi di emissione, visto solo come un costo aggiuntivo per i settori dell’industria e dell’energia.
La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha difeso in modo chiaro ed efficace il sistema Ets, le ragioni per cui è stato creato e i risultati che ha portato, durante la conferenza stampa di stasera, al terminne del vertice informale di Alden Biesen.
A una giornalista che notava come alcuni leader avessero chiesto non solo una revisione, ma addirittura la sospensione dell’Ets, von der Leyen ha risposto: “Il sistema di scambio delle quote di emissione presenta chiari vantaggi. È sempre importante valutarne gli effetti. È un sistema basato sul mercato, ed è completamente neutrale dal punto di vista tecnologico. In pratica, dice: se vuoi inquinare, paghi. Se non vuoi pagare, innova. Ed è proprio quello che è successo. È stato introdotto nel 2005 e da allora le emissioni sono diminuite del 39%”, mentre i settori coperti dall’Ets1 sono cresciuti del 71%. Quindi decarbonizzazione e crescita possono andare di pari passo”, ha affermato la presidente della Commissione.
Inoltre, ha agggiunto, con il pagamento dei permessi di emissione “sono stati generati ricavi per 260 miliardi di euro”, che sono stati utilizzati “in parte a livello europeo, ma per una quota minore, e per più del 78% da parte degli stessi Stati membri”. E, ha precisato, “la componente europea viene reinvestita nell’innovazione, ed è stata uno dei fattori che hanno reso le nostre industrie leader mondiali in settori come l’industria pulita e l’innovazione”. Von der Leyen non lo ha detto, ma è noto che invece gli Stati membri non hanno utilizzato i loro ricavi nello stesso modo virtuoso.
Comunque, ha spiegato la Presidente della Commissione, il sistema Ets “contiene poi anche elementi che, se per qualsiasi motivo il prezzo” dei permessi di emission “aumenta troppo o le circostanze economiche sono difficili, consentono di modulare il prezzo con una riserva di stabilità del mercato. Quindi, certamente, ci sono argomenti che approfondiremo quando avremo la revisione, e dobbiamo considerare altri elementi che potrebbero essere importanti”.
“Il prezzo dell’energia in sé – ha proseguito – è molto importante. Il primo aspetto è, ovviamente, la fonte energetica stessa. Ad esempio, il prezzo del gas. Ma poi ci sono le tariffe di rete, i corrispettivi di rete, che sono piuttosto consistenti. Poi ci sono le tasse, le imposte nazionali. E poi c’è il sistema di scambio delle quote di emissione. La composizione di questi quattro elementi varia da Stato membro a Stato membro. Quindi alcuni Stati membri hanno tasse più alte, altri molto basse. In alcuni Stati membri, i costi dell’Ets sono più alti, in altri più bassi, eccetera. Quindi, come potete vedere, è una questione complessa. Ma – ha ribadito – l’Ets ha i suoi vantaggi”.
“Il sistema di scambio delle emissioni ha creato un intero settore delle tecnologie pulite. E questo settore, il settore energetico, ad esempio ieri al summit dell’industria europea svoltosi ad Anversa – ha riferito la Presidente della Commissione, che era presente all’evento – si è espresso molto chiaramente, affermando di aver investito nella decarbonizzazione, di avere fiducia nel fatto di poter raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, e quindi, ci hanno detto, ‘abbiamo bisogno anche della vostra affidabilità e credibilità, affinché i nostri investimenti diano i loro frutti’”, ha concluso von der Leyen.
“Per essere onesti – ha aggiunto a questo punto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa -, è vero che ci sono alcuni leader a cui non piace l’Ets, ma ce ne sono diversi altri a cui invece piace, e che hanno preso la parola per difendere il sistema. Ecco perché dobbiamo continuare la nostra discussione, su questo”, ha concluso.

