Edilizia scolastica, Flc Cgil all’attacco: «Manca una politica organica»
Il sindacato si schiera con il Regina Maria Adelaide e chiede un confronto serio per il futuro della pianificazione scolastica, a cominciare dalle palestre
Edilizia scolastica, Flc Cgil all’attacco, «manca una politica organica».
Questa la presa di posizione del sindacato rossonero, che sull’onda della raccolta firme promossa dal Liceo delle Scienze Umane e Scientifico Regina Maria Adelaide , porta nuovamente all’attenzione il vulnus delle palestre.
Edilizia scolastica: «Le palestre non sono un accessorio»
Sostenendo la petizione, la Flc Cgil Valle d’Aosta evidenzia come il discorso dell’edilizia scolastica «non riguarda un semplice disagio logistico o organizzativo, ma investe direttamente la qualità dell’offerta formativa e il diritto allo studio».
Secondo la sigla, infatti, «le palestre non sono strutture accessorie, ma parte integrante dell’attività scolastica ed educativa – attacca -. L’educazione motoria è disciplina curricolare a tutti gli effetti e contribuisce allo sviluppo armonico della persona. Senza spazi adeguati, viene compromessa una componente essenziale del percorso formativo».
Per la Flc Cgil VdA, «progettare o mantenere scuole senza palestra, significa accettare una scuola incompleta – continua il sindacato -. Una palestra deve essere considerata elemento strutturale dell’edificio scolastico».
Edilizia scolastica, il caso Regina Maria Adelaide
Passando al discorso del Regina Maria Adelaide, spostato nel 2010 nella “struttura provvisoria” (o così avrebbe dovuto essere) di via Chambéry, «nel tempo spazi e iscritti sono aumentati, ma la carenza è rimasta irrisolta – spiega ancora la sigla sindacale -. È inaccettabile che nel 2026 una comunità scolastica debba mobilitarsi per ottenere ciò che dovrebbe essere garantito in fase di progettazione».
Il caso, però, è più profondo.
«Negli anni è mancata una politica organica sull’edilizia scolastica – attacca ancora il sindacato -. Si è proceduto per interventi parziali e frammentati, senza una visione sistemica capace di programmare strutture complete, funzionali e adeguate alla crescita della popolazione scolastica».
La sigla sindacale chiede un cambio di marcia per la riorganizzazione futura.
«Serve un piano complessivo che consideri le palestre come elemento imprescindibile di ogni scuola, prevedendo eventualmente soluzioni ponte se necessario, ma con tempi certi e risorse vincolate – conclude la Flc Cgil -. Non si tratta di una rivendicazione marginale, ma di una scelta culturale e politica sulla scuola che si vuole costruire. La qualità dell’istruzione passa anche dagli spazi in cui si insegna, si apprende e si cresce. Chiediamo un confronto serio e trasparente sul piano dell’edilizia scolastica, con obiettivi chiari e una programmazione definita».
(al.bi.)
