Nordcorea: con altri droni da Sudcorea ci sarà “terribile risposta”
Roma, 13 feb. (askanews) – La sorella del leader nordcoreano Kim Jong Un ha definito “sensato” il rammarico espresso dal ministro sudcoreano dell’Unificazione per le incursioni di droni nel Nord, avvertendo però che il ripetersi di tali incursioni porterebbe a una “terribile risposta”. Lo riferisce l’agenzia ufficiale nordcoreana Kcna.
In una dichiarazione, Kim Yo Jong ha affermato di ritenere “un bene” che il ministro sudcoreano Chung Dong-young abbia espresso ufficialmente rammarico per le incursioni. “Lo apprezzo come un comportamento piuttosto sensato”, ha detto la sorella del numero uno di Pyongyang, che spesso fa da volto della politica nordcoreana verso la Corea del Sud.
Martedì Chung aveva manifestato rammarico per droni che sarebbero stati inviati da civili verso il Nord, affermando che la Corea del Sud punta a un “riconoscimento reciproco e una coesistenza pacifica tra le due Coree”. Si tratta della prima espressione di rammarico di Seoul da quando Pyongyang ha sostenuto il mese scorso che droni sudcoreani dotati di apparecchiature di sorveglianza erano penetrati nel suo spazio aereo a settembre e il 4 gennaio.
Kim Yo Jong ha ribadito che per Pyongyang poco cambia se l’infiltrazione sia stata orchestrata da “individuo o organizzazione civile”, definendo nuovamente l’episodio “una grave violazione della sovranità”. Ha quindi chiesto alle autorità sudcoreane di adottare misure preventive per garantire che tali violazioni “non accadano mai più”.
La dirigente nordcoreana ha inoltre avvertito che eventuali nuove provocazioni provocheranno “una terribile risposta”, affermando che il Nord sceglierà senza esitazione uno dei “vari piani di contrattacco sul tavolo”.
Il ministero dell’Unificazione di Seoul ha risposto impegnandosi ad adottare “immediatamente” misure per prevenire nuove incursioni di droni. Il portavoce Yoon Min-ho ha dichiarato che saranno elaborate e attuate misure preventive, interpretando le parole di Kim come un segnale della necessità di sforzi congiunti intercoreani per ridurre le tensioni e prevenire incidenti.

