La Cina festeggia il capodanno lunare: un gigantesco affare
AskaNews
di admin Administrator  
il 16/02/2026

La Cina festeggia il capodanno lunare: un gigantesco affare

Roma, 16 feb. (askanews) – Con l’inizio dell’Anno del Cavallo il 17 febbraio, la Cina entra nel cuore delle celebrazioni del Capodanno lunare, la più importante ricorrenza culturale del Paese e al tempo stesso un gigantesco fenomeno sociale ed economico. Per nove giorni, dal 15 al 23 febbraio, centinaia di milioni di persone interrompono la vita lavorativa per tornare nei luoghi d’origine, in quella che resta la più grande migrazione annuale al mondo: il chunyun, la “migrazione di primavera”. Le autorità stimano 9,5 miliardi di spostamenti interni nei 40 giorni festivi, record assoluto, mentre treni, aerei e autostrade diventano il barometro dello stato dell’economia e dell’efficienza logistica del Paese.

Ma ridurre il Capodanno lunare a un gigantesco esodo sarebbe limitante. La Festa di primavera è soprattutto un complesso sistema di riti, simboli e credenze stratificati nei secoli. Il calendario tradizionale cinese è lunisolare e il primo giorno dell’anno cade con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno: per questo la data varia tra fine gennaio e metà febbraio. Il ciclo zodiacale di dodici animali, a cui si affiancano i cinque elementi (legno, fuoco, terra, metallo, acqua), attribuisce al 2026 la combinazione del Cavallo di fuoco, associato a dinamismo, indipendenza e successo. Nella cultura popolare si ritiene che l’animale dell’anno influenzi fortuna, relazioni e carriera di chi nasce sotto quel segno.

Il cuore simbolico della festa resta la vigilia, quando le famiglie si riuniscono attorno alla “cena della riunione” (nianye fan). Ogni pietanza ha un significato augurale: il pesce (yu) evoca abbondanza perché il suo nome suona come “surplus”; i ravioli (jiaozi) ricordano antichi lingotti d’oro; il dolce di riso glutinoso (niangao) richiama l’idea di “salire di livello” anno dopo anno; gli involtini primavera simboleggiano prosperità. Nelle regioni del nord prevalgono i ravioli, nel sud piatti di riso e pesce intero, che non va mai terminato per indicare ricchezza residua nel nuovo anno.

Il colore dominante è il rosso, simbolo di felicità e protezione. Secondo la leggenda, il mostro Nian – che si scrive col carattere usato per indicare la parola “anno” – usciva ogni capodanno per terrorizzare i villaggi, ma temeva il rosso e i rumori forti: da qui l’uso di lanterne, striscioni, vestiti scarlatti e fuochi d’artificio. Le decorazioni domestiche includono coppie di versi augurali (chunlian) scritti in calligrafia su carta rossa e incollati ai lati delle porte, oltre al carattere “fu” (felicità) spesso appeso capovolto, perché la parola “capovolto” suona come “arrivato”, augurando che la fortuna “sia arrivata” in casa.

Tra le curiosità più note c’è lo shousui, l’usanza di restare svegli fino a mezzanotte per “sorvegliare l’anno” e accogliere il nuovo ciclo, tradizione oggi sostituita per molti dalla visione del Gala del Capodanno della televisione di Stato, uno degli spettacoli più seguiti al mondo con centinaia di milioni di spettatori. Nella modernità urbana, le buste rosse con denaro (hongbao) si inviano sempre più spesso in forma digitale tramite app come WeChat, ma il significato resta invariato: trasferire fortuna e benedizione alle giovani generazioni.

Le celebrazioni continuano per quindici giorni con visite a parenti, offerte al dio della ricchezza e spettacoli pubblici. Danze del leone e del drago animano piazze e quartieri cinesi in tutto il mondo, mentre fiere templari (miaohui) mescolano ritualità religiosa, artigianato e gastronomia. Alcuni giorni hanno tabù specifici: nei primi due non si dovrebbe spazzare per non “buttare via” la fortuna; il terzo è considerato infausto per le visite; il secondo è dedicato alle figlie sposate che tornano alla famiglia d’origine. Il ciclo si chiude con la Festa delle lanterne, quando migliaia di luci colorate illuminano parchi e corsi d’acqua, simbolo del ritorno alla vita ordinaria.

Parallelamente alla dimensione culturale, Pechino punta a sfruttare la festività per rilanciare i consumi interni, anello debole dell’economia cinese. Il governo distribuirà oltre 360 milioni di yuan (44 milioni di euro) in voucher e promuove turismo, ristorazione e intrattenimento. I servizi – dall’assistenza agli anziani al tempo libero – sono considerati nuovi motori di crescita, mentre il Capodanno resta il periodo di punta per cinema, viaggi e shopping. Nel 2025 le vendite al dettaglio sono cresciute meno del Pil, segno di una persistente tendenza al risparmio: rafforzare la domanda domestica sarà una priorità del prossimo piano quinquennale.

Così, tra fuochi d’artificio e biglietti ferroviari esauriti, tra riti millenari e hongbao digitali, il Capodanno lunare continua a rappresentare per la Cina un momento unico in cui identità culturale, coesione familiare e strategia economica si intrecciano. L’Anno del Cavallo, simbolo di slancio e movimento, è chiamato a portare non solo fortuna individuale, ma anche nuova energia a un Paese in cerca di equilibrio tra tradizione e modernità.

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