Sanremo, Arisa: il festival è la mia casa, la mia identità artistica
Milano, 16 feb. (askanews) – Arisa sarà in gara al 76° Festival di Sanremo con “Magica favola”, brano scritto dalla stessa Arisa con Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass, che segna il suo ritorno sul palco dell’Ariston dopo due vittorie, un secondo posto e una partecipazione come co-conduttrice.
“Sanremo per me è la mia casa. Il sogno di bambina che si realizza dopo 26 anni di vita, perché io l’ho fatto la prima volta a 26 anni. Il posto che ha accolto il mio sogno e l’ha fatto diventare realtà, quindi io sono molto grata a Sanremo. Ci sarò sempre anche quando non posso accedervi, in qualche modo cercherò di esserci perché per me consacrare la mia musica è il mio sogno e la mia identità artistica”.
La canzone racconta il viaggio emotivo di una donna dall’infanzia all’età adulta, tra le prime scoperte dell’amore, le ferite, la stanchezza e il desiderio di pace. L’amore diventa oceano: un luogo in cui perdersi e ritrovarsi, fino alla scelta di rinunciare alla “guerra del cuore” per cercare serenità, verità e protezione.
“Vi dico che Magica Favola è un resoconto di una vita che è un po’ manifesto generazionale, un po’ femminile. Dopo tanti tentativi amorosi uno capisce che ha incentrato la sua vita solo sulla ricerca dell’amore e capisce che in realtà l’amore è una cosa universale e può essere indirizzata in molteplici direzioni. E’ qualcosa che si deve sentire dentro piuttosto e non solo essere espresso nell’amore romantico. Musicalmente mi ispiro alle grandi melodie dei primi del novecento, alle operette che ha cantato Pavarotti che hanno cantato tanti artisti della classica, soprattutto nel ritornello volevamo un brano che potesse resistere al tempo e potesse non essere soggetto alle mode”.
“Magica favola” sarà inclusa in “Foto Mosse”, il suo nuovo album in uscita nella prossima primavera a cinque anni dal suo precedente lavoro.
Nella serata dei duetti del Festival, Arisa salirà sul palco insieme al Coro del Teatro Regio di Parma per interpretare “Quello che le donne non dicono”, un brano-manifesto che attraversa generazioni e che nel tempo è diventato un inno alla femminilità e alla sua forza, capace di raccontarne tutte le sfumature.
Serena, concentrata e sorridente Arisa ha svelato il suo concetto di felicità:
“La felicità è la consapevolezza di non poter avere tutto, quindi di placare la ricerca continua di mondi e di situazioni che non sono alla tua portata, però prima di tutto devi sapere che cos’è, che cosa è alla tua portata e che ciò non lo è. Io ho fatto anni di analisi, mi sono guardata dentro tantissimo e ho voluto capire chi ero io veramente. E per capirlo mi sono concessa un periodo di solitudine. Credo di essere ancora in cammino. Vorrei trovare il coraggio per esplorare me stessa e tirare fuori tutto quello che sono e lasciare un segno di me autentico”.
Conclusa l’esperienza sanremese, Arisa tornerà ad abbracciare il pubblico dal vivo con ARISA – LIVE PREMIÈRE, due appuntamenti speciali prodotti e organizzati da Friends & Partners, che la riporteranno in una dimensione intima ed emozionante, pensata per offrire un’esperienza ravvicinata e coinvolgente.
Sull’Eurovision Arisa ha tenuto a precisare, dopo che quando vinse Sanremo non venne scelta per il contest europeo: “Io vorrei tanto andarci, perché come sapete c’è una canzone che si chiama “La Notte” che ormai ci chiedono tutti gli anni, ha avuto un grandissimo successo. Io ringrazio perché il brano è anche mio, però mi chiedo come mai io no. Mi piacerebbe tanto esportare la mia musica all’estero, e riuscire a diffondere il mio pensiero artistico e la mia musica fuori dall’Italia”.
Arisa, che cantò l’Inno alle Olimpiadi di Pechino per il passaggio di consegne e che ha interpretato “Fino all’alba” l’inno ufficiale di Milano Cortina2026, ha parlato dell’esibizione di Laura Pausini alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026:
“Quello che ha fatto Laura Pausini io non l’avrei saputo fare. Sinceramente lo dico, ha una vocalità incredibile, che ha girato il mondo, che ha espresso la sua grandezza attraverso un canto, la sua è un’interpretazione dell’inno unica.
E io invece l’ho interpretato come tante altre persone hanno fatto prima. Laura Pausini non è solo un’artista solamente italiana, è una grande artista internazionale e quindi le si può concedere di fare le cose a modo suo”.
