Patologia maculare: accesso all’innovazione terapeutica può migliorare risultati clinici e soddisfare bisogni dei pazienti
AskaNews
di Marketing Administrator  
il 19/02/2026

Patologia maculare: accesso all’innovazione terapeutica può migliorare risultati clinici e soddisfare bisogni dei pazienti

Roma, 19 feb. – Riformulare il percorso di presa in carico, integrando ospedale e territorio, ripensare i setting di somministrazione, con flussi snelli e standardizzati, garantire equità di accesso e riduzione delle liste d’attesa, monitorando la spesa del Servizio Sanitario nazionale. Questo il tema del Simposio “L’INNOVAZIONE SOSTENIBILE: MODELLI ORGANIZZATIVI E TECNOLOGIE EMERGENTI PER LE PATOLOGIE MACULARI” realizzato grazie al contributo incondizionato di Bayer, organizzato durante la Cernobbio School 2026 di Motore Sanità promossa in media partnership con Mondosanità, Eurocomunicazione, Askanews, Espansione Tv.

Attualmente, il modello organizzativo, nasce da un fabbisogno diverso dai giorni attuali, e proprio per questo motivo non è più adeguato ai volumi, alla cronicità e alla complessità crescenti delle maculopatie. Infatti, oggi, lo standard terapeutico delle patologie maculari, basato su molteplici accessi e frequenti iniezioni, non è più sostenibile né per il sistema né per i pazienti. Al contrario, le innovazioni terapeutiche oggi disponibili potrebbero consentire di superare questo modello, garantendo rapido accesso, migliorando gli outcome clinici, ridurre il carico assistenziale e aumentare l’aderenza, con benefici diretti sia per il paziente sia per il sistema sanitario.

Queste le parole di Alberto Piatti, responsabile Oculistica Territoriale Asl To5, “il nostro obiettivo è migliorare l’aderenza terapeutica del paziente con maculopatia. Questo obiettivo si può realizzare utilizzando farmaci ‘long lasting’ che necessitano di iniezioni meno ripetute a parità di efficacia e di costi per l’SSN. Inoltre, è importante avvicinare i setting di cura al paziente, diffondendo maggiormente la possibilità di eseguire questi trattamenti anche in contesti extra ospedalieri. La nostra Asl, la To5 della provincia di Torino, ha avviato nel 2008, una sperimentazione del genere, consentendo ai pazienti con maculopatia di essere trattati in un contesto territoriale, il distretto sanitario di Nichelino. Un ulteriore prospettiva per ampliare i setting di trattamento potrebbe essere spostare i farmaci anti-VEGF dall’attuale regime di rimborsabilità H-OSP al regime PHT (prontuario ospedale-territorio). Questa procedura già in atto per altre categorie terapeutiche rafforzerebbe l’integrazione ospedale-territorio anche per la cura delle maculopatie”.

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