Quartiere Cogne: ok al protocollo d’intesa per garantire attenzione alle persone e coordinamento tra gli enti
Siglato tra Comune di Aosta, Regione e Arer, il documento, tra le altre cose, prevede il rafforzamento del ruolo del portierato sociale, che ora sarà esteso a tutta la zona
Creare una rete stabile per sostenere il Quartiere Cogne, con maggiore attenzione alle persone e un coordinamento più efficace tra istituzioni, favorendo la partecipazione dei cittadini.
È in sintesi lo scopo del protocollo di intesa triennale tra Comune di Aosta, Regione e Arer, approvato giovedì dal governo del capoluogo.
Quartiere Cogne: protocollo tra Comune, Regione e Arer
Il documento, sostanzialmente, definisce ruoli, impegni e modalità di collaborazione tra gli enti coinvolti, allo scopo di dare man fronte agli assegnatari delle case di edilizia residenziale pubblica, prevenire il disagio abitativo e promuovere una migliore convivenza nei quartieri.
In sostanza, le politiche abitative e i servizi sociali saranno messi in rete.
Questo consentirà di creare un sistema coordinato di segnalazioni e interventi per intercettare situazioni di fragilità, difficoltà economiche o conflitti condominiali.
«L’obiettivo è evitare che piccoli problemi diventino emergenze, aiutando le famiglie a mantenere l’alloggio e a vivere meglio la dimensione di comunità» spiega l’assessore alle Politiche sociali del comune di Aosta, Marco Gheller.
Quartiere Cogne: presenza forte per i residenti
Altro obiettivo del protocollo di intesa è quello di garantire ai residenti al Quartiere Cogne una presenza più forte sul territorio.
Intanto il servizio di portierato sociale (attivato nel 2021) sarà esteso a tutto il quartiere, divenendo un punto di riferimento per ascolto, orientamento ai servizi, supporto nelle pratiche amministrative e mediazione nei conflitti di vicinato. Il tutto, nella sede di Place Soldats de la Neige.
Il Servizio di Prossimità comunale e il Punto Unico di Accesso, inoltre, faciliteranno l’accesso ai servizi sociali e sociosanitari, rafforzando la presa in carico delle situazioni più delicate.
«Con questo protocollo, intendiamo creare una rete stabile per sostenere il territorio, assicurando maggiore attenzione alle persone, un coordinamento più efficace tra le istituzioni e favorendo una maggiore consapevolezza e partecipazione dei cittadini – conclude Marco Gheller -. Si tratta di un passo concreto per trasformare la riqualificazione urbana in un vero percorso di crescita sociale condivisa».
(al.bi.)
