Trump ha confermato l’aumento dei dazi dal 10 al 15%
Roma, 21 feb. (askanews) – Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth l’aumento dei dazi mondiali dal 10 al 15 per cento, all’indomani della decisione della Corte Suprema americana. L’alta corte aveva di fatto giudicato illegale una parte delle ‘tariffe’ annunciate nell’aprile 2025.
“Sulla base di un esame approfondito, dettagliato e completo della decisione ridicola, mal scritta ed estremamente antiamericana sui dazi resa ieri, dopo molti mesi di riflessione, dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, si prega di considerare questa dichiarazione come l’espressione della mia volontà, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, di aumentare immediatamente i dazi mondiali del 10 per cento sui Paesi che, per decenni, hanno “sfruttato” gli Stati Uniti senza ritorsioni (fino al mio arrivo!), al livello pienamente autorizzato e legalmente testato del 15 per cento”, ha annunciato il presidente americano sul suo social network.
La Corte Suprema ha stabilito che il presidente americano non può ricorrere alla legge del 1977 sulle emergenze economiche internazionali (Ieepa) per imporre dazi doganali senza una esplicita autorizzazione del Congresso. La legge era nata per bloccare beni, congelare conti, imporre sanzioni a Paesi ostili, mentre Trump l’aveva resa uno strumento commerciale.
Questa nuova aliquota si applica ai Paesi o ai blocchi che hanno firmato accordi commerciali con Washington, come l’Unione Europea, il Giappone, la Corea del Sud o Taiwan, che avevano ad esempio accettato un’aliquota massima del 15 per cento per i dazi aggiuntivi. I principali partner commerciali degli Stati Uniti hanno accolto ieri con interesse misto a cautela la decisione della Corte Suprema. Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto soddisfatto, giudicando “positivo” che esistano “poteri e contrappesi nelle democrazie”. Noi “vogliamo continuare a esportare (…) e farlo secondo le regole più corrette possibili (…) e non subire decisioni unilaterali”, ha dichiarato Macron, sottolineando la necessità di “adottare una logica di pacificazione”.
Secondo questa decisione, adottata dalla maggioranza di sei giudici su nove, Donald Trump non può giustificare questi dazi sulla base di una presunta urgenza economica. Una sentenza tanto più significativa considerando che la Corte Suprema è composta in maggioranza da giudici conservatori e che in passato si era più volte schierata a favore del magnate repubblicano. Trump aveva imposto queste sovratasse doganali facendo riferimento a una legge del 1977 che teoricamente autorizza l’esecutivo ad agire in campo economico senza il previo consenso del Congresso, a condizione che sia identificata una “emergenza economica”. Tuttavia secondo il presidente della Corte Suprema, John Roberts, il presidente deve “giustificare un’autorizzazione chiara del Congresso” per poter istituire dazi doganali. Questa decisione apre quindi la strada a possibili rimborsi delle sovratasse già pagate dalle aziende. Interrogato a riguardo ieri, il presidente americano ha sottolineato che la questione
non era “stata affrontata” dalla Corte e ha stimato che occuperà i tribunali per anni. Secondo gli analisti, i dazi riscossi dalle autorità americane e oggetto della decisione della Corte Suprema hanno superato i 130 miliardi di dollari nel 2025.
Uno dei giudici dissenzienti, Brett Kavanaugh, ha motivato la propria posizione affermando che la sentenza “non dice nulla su come il governo dovrebbe procedere per rimborsare i miliardi raccolti”. Ci “sarà il caos”, ha avvertito. I dazi, annunciati ad aprile, miravano ai Paesi con cui gli Stati Uniti avevano un deficit commerciale nella bilancia dei beni, che il presidente americano vedeva come uno strumento per riequilibrarlo. L’obiettivo di Donald Trump era anche fornire risorse aggiuntive allo stato federale per compensare riduzioni fiscali.


