Scontri di Torino: dal Consiglio di Aosta solidarietà alle forze dell’ordine, ma difesa del diritto di manifestare
Approvato un ordine del giorno (ritirato quello di Forza Italia) presentato inizialmente dal Pd e poi sottoscritto da tutte le forze a eccezione di Fratelli d'Italia
Esprimere solidarietà alle forze dell’ordine (in particolare quelle coinvolte nelle violenze nell’ambito della manifestazione di Torino per la chiusura del centro sociale Askatasuna), condanna degli atti di violenza anche verso gli operatori dell’informazione, esercenti e cittadini, ma anche ribadire l’importanza del diritto a manifestare liberamente.
Con l’intervento “risolutivo” di Giovanni Girardini (Renaissance), che ha fatto appello al buon senso, il comune di Aosta ha trovato unità di intenti nell’approvazione di un ordine del giorno (tolto il secondo presentato da Forza Italia, con il primo firmato, oltre che dal Pd, anche da Uv, SA-RV, Pla, Gruppo misto, Renaissance e Avs) che esprimesse la volontà dell’assemblea di esprimere vicinanza verso tutte le “vittime” delle violenze avvenute nella manifestazione torinese.
Voto contrario e mancata sottoscrizione, invece, da Fratelli d’Italia.
L’ordine del giorno: solidarietà alle forze dell’ordine
L’ordine del giorno, originariamente, era stato presentato dal capogruppo del Pd, Paolo Tripodi, che alla luce di quanto accaduto a Torino, nonché a Milano nei giorni pre-olimpici, ha sottolineato come «le libere manifestazioni possono essere annacquate da violenti che minano la libertà di manifestare ed eprimere il proprio dissenso – ha esordito -. Sono situazioni spiacevoli, soprattutto quando le conseguenze vanno a danno di forze dell’ordine e cittadini».
Per questo, l’ordine del giorno «vuole garantire la libertà di manifestare e la sicurezza di chi in quel momento rappresenta lo Stato: due cose che devono reggersi insieme».
L’ordine del giorno ha così impegnato il sindaco e la giunta a:
– esprimere formalmente la solidarietà della Città di Aosta e del Consiglio comunale alle Forze dell’Ordine coinvolte negli episodi di violenza avvenuti a Torino;
– condannare con fermezza gli atti di violenza verso gli agenti delle forze dell’ordine, operatori della stampa ed esercenti commerciali coinvolti nelle manifestazioni richiamate in premessa;
– ribadire pubblicamente l’importanza del diritto costituzionale a manifestare e il valore delle mobilitazioni pacifiche come espressione della partecipazione democratica;
Inoltre, è stata invita la presidenza del Consiglio a «promuovere, nelle sedi istituzionali opportune, iniziative volte a sensibilizzare la cittadinanza al rispetto reciproco, al dialogo democratico e alla non violenza».
Il dibattito
Christian Chuc, capogruppo di Forza Italia, nell’accettare poi il ritiro del proprio ordine del giorno, ha parlato «di reati gravi, che colpiscono anche persone che nulla hanno a che fare con tensioni politiche all’origine della manifestazione – ha spiegato -. Il diritto a manifestare è garantito dalla costituzione, ma la violenza no».
Giuseppe Cipollone, Fratelli d’Italia, ha stigmatizzato ancora una volta la presenza di «temi non attinenti ad Aosta, che portano a fare oponionismo – ha sottolineato -. Non accettiamo che quando ci sono manifestazioni più che legittime siano tollerati fatti di violenza, ma qui si vuol dire che in Italia non ci sia diritto a manifestare. Non accetto questa cosa, a maggior ragione quando un odg che portava a far politica e non retorica, come l’appoggio alla popolazione di Arnad, è stato bocciato».
L’assessore alle Politiche sociali, Marco Gheller, ha parlato di «ordine del giorno di buon senso, per nulla sovversivo», che riafferma il «diritto di manifestare – ha detto -. C’è stata violenza da una parte minoritaria e noi la condanniamo in maniera netta».
L’assessora al Turismo, Cecilia Lazzarotto, ha sottolineato le differenza tra i due odg, poi ha specificato. «È fondamentale il sottolineare il diritto a manifestare pacificamente, soprattutto alla luce dell’ultimo ddl sicurezza, fortunatamente stoppato dal Presidente Mattarella».
La vice sindaca, Valeria Fadda, ha messo i puntini sulle i.
«Non siamo qui a occuparci solo di ciò che succede nelle nostre montagne – ha tuonato -, siamo organo politico-amministrativo eletto e ci dobbiamo occupare di tutta la comunità e di tutte le sensibilità, non solo quelle di persone che chiedono di amministrare rifiuti, tombini, asfalti. Se ovunque succede qualcosa che possa incidere sulla libertà di un nostro cittadino è giusto che la cosa venga affrontata».
Katya Foletto (Avs) ha definito «indiscutibile la solidarietà alle forze dell’ordine», ma è andata oltre.
«Va approfondito cosa viene fatto per garantire l’uso di spazi pubblici in modo condiviso e sicuro – ha evidenziato -. Per non parliamo delle forze dell’ordine in un certo modo oltre a dare la doverosa solidarietà»?
Infine, Giovanni Girardini (Renaissance) ha fatto tornare tutti a miti consigli.
«Se ognuno scrivesse iniziative sul tema metterebbe sfumature diverse – ha esclamato -. Le due iniziative dicono fondamentalmente le stesse cose, basta fare la pisciatina come i cagnetti per segnare il territorio quando la si pensa allo stesso modo».
(al.bi.)
