Torna “Vigneti Aperti 2026” da marzo a ottobre nelle Cantine di MTV
Milano, 28 feb. (askanews) – Torna “Vigneti Aperti 2026” e, da marzo a ottobre, riporta nelle vigne e tra i filari le proposte enoturistiche delle Cantine del Movimento Turismo del Vino (MTV), con un calendario che attraversa la primavera, l’estate e l’inizio dell’autunno puntando su benessere, sport e sostenibilità.
Il format mette al centro le esperienze all’aria aperta e la fruizione lenta dei territori: trekking tra le vigne, escursioni a piedi e in bici, passeggiate a cavallo anche con gli animali domestici, laboratori artistici pensati per famiglie e giovani, cacce al tesoro in vigna e picnic legati ai prodotti tipici locali. L’impianto dell’edizione 2026 segue il ciclo stagionale della vite, dalla potatura alla fioritura, dall’invaiatura alla vendemmia, con l’obiettivo dichiarato di far coincidere la visita in Cantina con i tempi agricoli e con una narrazione che nasce dal lavoro in vigna.
“Vigneti Aperti è l’occasione perfetta per conoscere la vita del vino e la ricchezza dei territori vitivinicoli italiani a stretto contatto con la natura”, ha dichiarato Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino, sottolineando che “dipingere tra i filari, andare a cavallo o passeggiare con i nostri amici a quattro zampe, partecipare alle cacce al tesoro in vigna e godersi un buon pic-nic con le tipicità di ogni territorio significa vivere esperienze di benessere uniche e rigeneranti, in piena sintonia con un turismo slow”.
“Vigneti Aperti 2026” intercetta anche il cambiamento della domanda, con un’attenzione specifica alle nuove generazioni e, in particolare, alla Gen Z, sempre più interessata a esperienze partecipative, legate alla natura e a format percepiti come sostenibili. Il tema del consumo moderato di vino accompagna l’intero cartellone, assieme alla relazione con i produttori e con le comunità locali.
Nel quadro più ampio dell’enoturismo, Gardini Cinelli Colombini ha richiamato una lettura per aree geografiche basata su un lavoro del CESEO dell’Università LUMSA: “La prima indagine sulle differenziazioni regionali realizzata dal CESEO conferma quanto l’enoturismo italiano sia dinamico e profondamente eterogeneo: al Sud – ha precisato la presidente – si punta maggiormente su intrattenimento e valorizzazione dei prodotti tipici, al Centro il paesaggio diventa elemento centrale dell’esperienza, mentre al Nord emerge una maggiore flessibilità nell’accoglienza e nei giorni di apertura”.
Il Movimento Turismo del Vino è un’associazione no profit nata nel 1993 e riunisce più di 700 Cantine in Italia.

