Riforma giustizia: nasce il comitato Valle d’Aosta per il sì
Fanno parte del Direttivo gli avvocati Corrado Bellora (presidente), Nicoletta Spelgatti e Alberto Jorioz, oltre al professore Alessandro Stanchi
Nasce il comitato Valle d’Aosta per il Sì alla riforma della giustizia.
Il Comitato vede alla presidenza l’avvocato e consigliere regionale (Lega), Corrado Bellora, affiancato da un direttivo – “di alto profilo tecnico e accademico”, si legge in una nota – composto dagli avvocati Alberto Jorioz e la senatrice (Lega) Nicoletta Spelgatti, e dal professor Alessandro Stanchi, docente di Scienze economiche e politiche all’’Università della Valle d’Aosta.
Contrastare le “falsità” con i fatti
Nella nota si legge che, l’obiettivo primario del Comitato è ristabilire la verità tecnica della riforma, contrastando le narrazioni distorte diffuse negli ultimi mesi.
“Dobbiamo fare chiarezza di fronte a vere e proprie falsità – dichiara Bellora -. Si è detto che la magistratura verrebbe sottoposta al controllo della politica, ma la realtà è l’esatto contrario: questa riforma punta a escludere la politica dalla magistratura, abbattendo finalmente il potere delle correnti interne”.
Il sorteggio: fine della lottizzazione
Il cuore della proposta risiede nel nuovo sistema di selezione per il Consiglio Superiore della Magistratura. Secondo il Comitato, il passaggio dal criterio della spartizione politica al sorteggio è la chiave per l’indipendenza.
“Con il sorteggio, eliminiamo il controllo della politica sul CSM – prosegue Bellora -. La qualità resta altissima: il sorteggio avviene tra magistrati, soggetti già qualificati a decidere della libertà e dei beni dei cittadini. Se sono idonei a giudicare noi, lo sono certamente anche per decidere sulle carriere dei colleghi. La Giustizia torna finalmente a essere una ‘dea bendata’: la scelta dei componenti diventa casuale e libera da ogni condizionamento”.
Separazione delle carriere e serenità del Giudice
Un altro pilastro fondamentale difeso dal Comitato è la creazione di due CSM distinti – uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Una modifica che il Comitato definisce come una garanzia essenziale per l’imparzialità.
“Se un giudice deve decidere su una richiesta di arresto sapendo che la sua carriera dipende da un organo di cui fa parte la corrente del PM che ha avanzato quella richiesta, la sua serenità è compromessa – sottolinea il presidente del Comitato -. Con due organi separati, il cittadino ha la certezza che sulla sua libertà deciderà un giudice non condizionabile da fattori esterni al processo”.
Una riforma “per” i cittadini
Il Comitato Valle d’Aosta per il SÌ ribadisce che non si tratta di un attacco all’ordine giudiziario, ma di un atto di tutela per la società civile.
“Questa riforma è una straordinaria conquista di civiltà – conclude Bellora -. Votare SÌ significa garantire che la libertà personale sia limitata solo in caso di reale necessità. Non è una riforma contro la magistratura, è una riforma a favore dei cittadini”.
(re.aostanews.it)
