Donne un po’ speciali: Laura, la dirigente sanitaria e organizzatrice di Celtica
L'intervista a Laura Plati, dirigente della Struttura complessa Direzioni Sanitarie dell'azienda Usl, pubblicata su Gazzetta Matin
Donne un po’ speciali: Laura, la dirigente sanitaria e organizzatrice di Celtica
Dalle sorelle libraie del capoluogo, alle sorelle del colorificio di Donnas, passando per le quattro sorelle operatrici del turismo di Bionaz. Poi, l’unica donna capo cantonieri della nostra regione (e tra le poche o forse l’unica anche in Italia), la sindaca esperta di serramenti in alluminio e l’allevatrice che è anche ultratrailer e si prepara al suo 10º Tor des Géants.
E ancora la dirigente sanitaria che ha sempre sognato di fare l’infermiera e le imprenditrici del settore drink & food.
Ecco le storie, i ricordi e le aspirazioni di nove donne che abbiamo scelto di intervistare e che testimoniano scelte di vita e di lavoro fatte di tenacia e di impegno.
Riproponiamo le interviste pubblicate lunedì 2 marzo su Gazzetta Matin.
Laura, la dirigente sanitaria e organizzatrice di Celtica
«Volevo fare l’infermiera sin da quando ero piccola».
Così Laura Plati, alla guida della Struttura complessa delle Direzioni sanitarie dell’azienda Usl e organizzatrice di Celtica, che quest’anno arriva alla sua trentesima edizione.
«Il percorso per arrivare fino a dove sono ora è stato molto travagliato. Sin dall’inizio ho dovuto coniugare il lavoro con lo studio, reso ancor più complicato dal dover frequentare i corsi fuori dalla Valle d’Aosta».
Classe 1968, Laura inizia la sua carriera come infermiera, dopo aver frequentato il corso regionale, per poi diventare caposala seguendo una scuola specifica a Chivasso.
Continua ad aggiungere altri tasselli alla sua formazione fino a prendere la laura specialistica a Tor Vergata; «ho iniziato il percorso a Torino ma con la frequenza di tre giorni a settimana non riuscivo a coniugare lo studio con il lavoro e gli impegni personali, così ho conseguito la laurea a Roma dove avevo la possibilità di frequentare le lezioni per tre giorni ogni due settimane».
Nel mondo della sanità il 70% degli occupati è femmina e sono molte anche le posizioni apicali femminili ma c’è ancora una difficoltà da parte delle donne nel ricoprire ruoli dirigenziali.
Interagire e mediare, due qualità molto femminili
«Nel mio ruolo bisogna sapere interagire e soprattutto mediare, una caratteristica che trovo molto femminile e consona al mio modo di fare».
Smessi gli abiti da dirigente, Laura si dedica a Celtica, l’evento culturale che si svolge ogni anno in Val Veny.
Un impegno che dura ormai da trenta anni, in cui si occupa della direzione artistica e della parte organizzativa a livello pratico a cui lavora durante tutto il corso dell’anno.
L’organizzazione di Celtica
«Celtica mi dà la possibilità di staccare completamente dal mio lavoro. La sera, dopo cena, stacco con il mondo e penso all’organizzazione dell’evento».
Parlando della vita privata, Laura racconta: «Non ho avuto figli ma ho vissuto in pieno l’essere figlia di genitori anziani che hanno bisogno di cure: ho assistito fino all’ultimo mio padre a casa. Tutt’oggi mi prendo cura di mia madre passando da lei giornalmente dopo il lavoro».
Mentre per quanto riguarda l’imminente Festa della Donna Laura ha le idee chiare: «Credo che la competenza vada oltre il genere.
Le donne valgono esattamente quanto gli uomini nel momento in cui danno valore a ciò che fanno, indipendentemente dal lavoro che svolgono».
(francesca arcaro)
