Donne un po’ speciali: Clara e Carlotta, le sorelle libraie
L'intervista a Clara e Carlotta Acerbi, titolari della libreria A la page di Aosta, pubblicata su Gazzetta Matin
Donne un po’ speciali: Clara e Carlotta, le sorelle libraie.
Dalle sorelle libraie del capoluogo, alle sorelle del colorificio di Donnas, passando per le quattro sorelle operatrici del turismo di Bionaz. Poi, l’unica donna capo cantonieri della nostra regione (e tra le poche o forse l’unica anche in Italia), la sindaca esperta di serramenti in alluminio e l’allevatrice che è anche ultratrailer e si prepara al suo 10º Tor des Géants.
E ancora la dirigente sanitaria che ha sempre sognato di fare l’infermiera e le imprenditrici del settore drink & food.Ecco le storie, i ricordi e le aspirazioni di nove donne che abbiamo scelto di intervistare e che testimoniano scelte di vita e di lavoro fatte di tenacia e di impegno.
Riproponiamo le interviste pubblicate lunedì 2 marzo su Gazzetta Matin.
Clara e Carlotta, le sorelle libraie.
Ad Aosta, la libreria À la Page è molto più di un semplice negozio: è uno spazio di incontro e cultura nato nel 2009 da un sogno di famiglia diventato impresa.
A guidarla sono le sorelle Clara e Carlotta Acerbi, che hanno trasformato l’idea della mamma in una realtà solida e radicata nel territorio.
Clara, oggi quarantenne, lavora in libreria da quando aveva 24 anni: «Ho frequentato il liceo a Courmayeur e mi sono laureata in Beni culturali a Torino. Da piccola non leggevo nulla e ora guarda che fine ho fatto» racconta sorridendo.
L’intuizione arrivò quasi per caso: «Ero a Barcellona in Erasmus e avevo preso contatti per entrare in società con una libreria ad Aosta, ma non andò. Al mio rientro mentre studiavo diritto amministrativo in biblioteca mamma mi ha chiamato per vedere un locale in via Maillet che stava chiudendo. Abbiamo capito che la libreria lì sarebbe stata perfetta e in due ore abbiamo scelto di aprire: abbiamo chiamato mia sorella e mio papà e il 9 maggio 2009 c’è stata l’inaugurazione».
L’ingresso in questo mondo è stato travolgente: «Sei circondata dai libri ma non hai mai il tempo di leggere quanto vorresti. Ogni giorno arrivano nuovi stimoli, autori, incontri e il lavoro invisibile è enorme».
Per Clara la chiave per rimanere aperti è il rapporto umano: «Seguire il cliente, consigliarlo, parlare. I social aiutano, ma la chiacchiera sincera è insostituibile».
Dal 2019 è presidente dei librai valdostani e fa parte del consiglio nazionale dell’Associazione Librai Italiani, dove ha contribuito a fondare il gruppo giovani: «Siamo circa trenta in tutta Italia. C’è bisogno di nuove energie».
Accanto a lei Carlotta, laureata al Politecnico in Pianificazione territoriale.
«Quando abbiamo visto quel locale è stato un colpo di fulmine. Volevamo uno spazio vivo, dove poter organizzare eventi e dove le persone potessero anche solo entrare e sfogliare un libro».
Dopo il trasferimento in centro, la libreria ha trovato una nuova dimensione: «Siamo ancora qui ed è motivo di orgoglio».
Il lavoro è impegnativo: «Non esiste un orario fisso: ordini, contabilità, eventi. È flessibile ma sempre stimolante e coinvolgente». Oggi Carlotta è anche mamma: «Casa e lavoro si intrecciano, ma essere famiglia è la nostra forza e ci permette di superare le difficoltà».
Sul tema femminile Clara è diretta: «La parità è ancora lontana, non bisogna abbassare la guardia». Carlotta guarda invece con fiducia: «Le differenze esistono, ma vedo un progresso evidente».
Due visioni che si completano, come il loro lavoro quotidiano tra scaffali e lettori.
Clara Acerbi
Clara lavora in libreria da quando ha 24 anni.
«Ho frequentato il liceo a Courmayeur e mi sono poi laureata in Neni culturali a Torino. Da piccola non leggevo niente e ora guarda che fine ho fatto» racconta scherzando.
L’idea di aprire la libreria è la conseguenza di un sogno di famiglia: «Mamma la voleva fin da quando eravamo piccole ma per varie ragioni non era stato possibile. Nel 2008 ero a Barcellona in Erasmus e avevo preso dei contatti per entrare in società con una libreria ad Aosta. Purtroppo non è andata e il sogno si è realizzato poco dopo: stavo studiando diritto amministrativo in biblioteca quando mia mamma mi ha chiamato per andare alla svendita di un negozio in via Maillet.
Quando abbiamo visto il locale abbiamo pensato che fosse perfetto per la nostra libreria e in due ore abbiamo deciso: abbiamo chiamato mia sorella e mio papà e abbiamo fatto l’inaugurazione il 9 maggio del 2009».
L’ingresso in questo mondo è stato travolgente: «Sei circondata dai libri, ma non hai mai il tempo di leggere quanto vorresti. Ogni giorno arrivano stimoli nuovi, autori, incontri. Il lavoro invisibile è enorme e non puoi mai stare ferma. Anche quando non sono in negozio, lavoro tra ordini, organizzazione, riunioni».
Oggi la differenza la fa il rapporto con il cliente: «Bisogna seguirlo, parlargli, consigliarlo. I social aiutano, sì, ma il rapporto umano è fondamentale e la chiacchiera sincera è insostituibile».
Oltre alla libreria, Clara è presidente dei librai valdostani dal 2019 e guida il gruppo giovani dell’Ali (Associazione librai italiani) a livello nazionale: «Dopo aver partecipato durante il Covid sono stata invitata dal presidente nazionale a candidarmi per il consiglio nazionale e sono stata eletta. Nel mandato, abbiamo costituito il gruppo giovani dell’Ali, uno dei pochi che non era ancora presente in Confcommercio, e adesso contiamo circa 30 giovani sparsi per tutta Italia».
Sul tema femminile è netta: «Per le donne è ancora complicato. In molti ambiti si guadagna meno e la cronaca dimostra che la parità è lontana. Siamo migliorati, ma su certi aspetti sembriamo ancora nel Medioevo. C’è tanto lavoro da fare e non bisogna mollare».
Carlotta Acerbi
Il percorso di Carlotta in libreria è iniziato diversamente: «Mi sono laureata al Politecnico in Pianificazione territoriale e urbanistica ambientale e lavoravo con mio papà come agente di commercio – ha detto –. Ho sempre fatto lavori nei negozi quando ero studentessa, quindi avevo già esperienza nel commercio, ma non immaginavo che sarei approdata qui».
L’idea, però, era nell’aria da tempo.
«Era un sogno di mamma che ci aveva trasmesso questa passione. Quando siamo entrate in quel locale in via Maillet, durante una svendita, è stato un colpo di fulmine. Abbiamo visto subito che poteva diventare la nostra libreria: uno spazio dove organizzare eventi, incontrare persone e semplicemente entrare, sfogliare un libro e prendersi un momento per sé, magari sorseggiando un caffè». Dopo i primi anni, il trasferimento in centro ha segnato una nuova fase: «Il primo locale era bellissimo ma un po’ nascosto. Quando si è presentata l’occasione di spostarci in una posizione più visibile l’abbiamo colta e, dopo tanti anni, ancora qui e per noi è motivo di grande orgoglio».
La gestione quotidiana richiede impegno costante: «Non esiste un orario fisso. Anche quando non sei fisicamente in negozio, sei comunque presente: c’è chi segue gli ordini, chi la contabilità, chi l’organizzazione degli eventi. È un lavoro molto flessibile e coinvolgente, perché bisogna sempre inventarsi qualcosa di nuovo per attrarre il pubblico e stimolarlo».
Carlotta è anche mamma di una bambina di sette anni: «Casa e lavoro si intrecciano. Gli impegni familiari cambiano le priorità, ma il fatto di essere famiglia anche a lavoro è la nostra forza. Le difficoltà, dalla stanchezza a un imprevisto, si superano insieme. Si discute, certo, ma si trova sempre una soluzione».
Sul ruolo delle donne guarda con fiducia: «Le differenze esistono ancora, ma vedo un progresso evidente. Nel commercio la presenza femminile è cresciuta molto e anche in famiglia i papà sono molto presenti. Pian piano qualcosa si sta muovendo».
(giulia calisti)
