Lavoro, donne minoranza nei ruoli apicali e meno fiduciose su aumenti
Milano, 8 mar. (askanews) – In Italia le donne restano una minoranza nelle posizioni apicali e mostrano aspettative più basse di crescita salariale rispetto agli uomini. È quanto emerge dalla Salary Guide 2026 di Hays Italia, diffusa in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
Secondo il report, il 76% delle posizioni di vertice nelle aziende (Executive, C-level o director) è occupato da uomini, mentre alle donne spetta il 24%. Il quadro è diverso nei ruoli di ingresso, dove le donne rappresentano circa il 59% dei profili junior, ma la loro presenza diminuisce progressivamente con l’aumento di responsabilità e retribuzione.
Sul fronte delle retribuzioni, la percezione di inadeguatezza dello stipendio riguarda entrambi i sessi: il 39% delle donne e il 37% degli uomini ritiene che la propria paga non sia adeguata alle responsabilità. Differenze più marcate emergono però guardando alle aspettative: nei prossimi 12 mesi si attende un aumento il 43% delle donne, contro il 54% degli uomini.
A incidere sul clima di fiducia contribuiscono anche le dinamiche registrate nell’ultimo anno. Per il 58% delle donne la retribuzione annua lorda è rimasta invariata, contro il 49% degli uomini, mentre ha ricevuto un aumento il 39% delle professioniste rispetto al 48% dei colleghi.
“I dati italiani mostrano che il tema non è solo retributivo ma riguarda anche l’accesso alle opportunità lungo il percorso di carriera”, afferma Alessio Campi. “La presenza femminile si concentra di più nelle fasi iniziali, ma si riduce man mano che aumentano responsabilità e livelli retributivi. Quando le prospettive di crescita appaiono meno chiare, diminuiscono fiducia e aspettative sul futuro”.
Il divario emerge anche nelle prospettive sull’andamento dell’economia e delle opportunità lavorative nei prossimi 2-5 anni: si dichiara “molto” o “abbastanza” ottimista il 33% degli uomini contro il 26% delle donne, mentre le risposte negative riguardano il 41% degli uomini e il 49% delle donne.
Per le aziende, conclude Campi, diventa quindi centrale rendere più trasparenti e misurabili i meccanismi di crescita, con criteri chiari per promozioni e aumenti e percorsi di sviluppo strutturati, per ridurre gli squilibri che tendono ad ampliarsi con l’aumento della seniority.

