Referendum, La Russa: “io bandito? Montanari si scusi o ci vediamo in Tribunale”
Roma, 8 mar. (askanews) – “Finora per pietà e rispettoso del ‘Non ti curar di loro…’ mai ho considerato degno della minima considerazione ciò che diceva o scriveva tal Tomaso Montanari che, mi dicono, insegni a sfortunati studenti di non so quale Università. Ma anche un qualsiasi minus habens (figurarsi un professore, sedicente colto) ci penserebbe cento volte prima di affibbiare a me (assieme a Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida e Carlo Nordio) l’insulto di ‘bandito’ che esula da qualsiasi argomentazione, finanche strumentale, ideologica o propagandistica. Qualifica semmai allo specchio chi la scrive o la dice immotivatamente e mi spinge a considerare ultimativo il mio invito a scusarsi prima di dover fare ricorso alle vie giudiziarie che di solito non uso mai”. Lo afferma in una dichiarazione il presidente del Senato Ignazio La Russa, commentando le parole usate dal Rettore dell’Università per gli stranieri di Perugia Tommaso Montanari, storico dell’arte e saggista. durante un comizio a Firenze per il no al referendum sulla magistratura
“… Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida: comprereste una Costituzione usata e manomessa – ha affermato Montanari- per questi banditi?”. Volete avere ancora come padre e madre i costituenti Teresa Mattei, Piero Calamandrei, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Terracini, Nilde Iotti o preferite Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida….: “Comprereste una Costituzione usata e manomessa per questi banditi? Io no ed è per questo che voto ‘no’”.
Comizio ripreso, rilanciato e commentato da Fratelli d’Italia in un video sui propri social. “L’ultima di Montanari: accusa il Presidente Meloni, i ministri Nordio e Lollobrigida e il Presidente La Russa di essere dei “banditi”. La loro colpa? Voler riformare la giustizia, come promesso agli italiani. Per l’ennesima volta, invece di confrontarsi nel merito, la sinistra sceglie la strada della delegittimazione personale, mostrando di non avere argomenti reali contro una riforma attesa da anni. Per questo, con ancora maggiore convinzione, il 22 e 23 marzo votiamo Sì”.
