Giornate Fai di Primavera, visite al Palais Lostan, Casa Barillier e Borgo San Rocco
Il cortile interno di Palais Lostan
CULTURA
di Erika David  
il 11/03/2026

Giornate Fai di Primavera, visite al Palais Lostan, Casa Barillier e Borgo San Rocco

I volontari del Fai accompagneranno i visitatori il 21 e 22 marzo in occasione della 34ª edizione delle Giornate Fai di Primavera; 780 luoghi aperti in 400 città di tutta Italia

I volontari del Fai, in occasione delle Giornate Fai di Primavera promettono di svelare un’Aosta come non l’avete mai vista.

Il 21 e 22 marzo in occasione della 34ª edizione dell’evento primaverile con il Fondo ambiente Italia, saranno 780 i luoghi in 400 città di tutta la Penisola.

Tre in Valle d’Aosta, tutti concentrati in città: le dimore storiche di Palais Lostan e Casa Barillier e il Borgo di San Rocco.

Itinerario d’eccezione

Quest’anno la Delegazione Fai Valle d’Aosta, in collaborazione con il Gruppo Giovani, il Gruppo Fai Ponte tra Culture e gli studenti dell’istituzione scolastica Cria (Centro regionale per l’istruzione degli adulti), ha preparato un itinerario d’eccezione.

L’iniziativa prevede la visita di due palazzi, oggi sedi di uffici regionali, e un percorso che farà riscoprire le radici della nostra città.

Alla scoperta delle dimore storiche

Palais Lostan

Il viaggio nell’Aosta come non l’avete mai vista inizia a Palais Lostan,

Palazzo Lostan si trova sul lato orientale dell’omonima via che parallela a Via Croce di Città, collega Via De Tillier a Via Monsignor De Sales, nell’area anticamente occupata dal Foro Romano.

Il Palazzo è legato alla committenza di Mathieu de Lostan, che intervenne su un edificio preesistente appartenuto al nonno Francois e al padre Michel e risalente ad un periodo compreso tra la fine del XV secolo e la prima metà del XVI secolo. Mathieu de Lostan studioso e cavaliere dell’ordine di San Maurizio e Lazzaro, scudiero del Duca Charles le Bon, castellano di Montjovet e reso per i suoi servizi balivo di Aosta e grande castellano di Châtel Argent en 1520.

Nei secoli successivi XVIII e XIX l’edificio subì notevoli trasformazioni, passò alla famiglia Bus e poi Norat.

Il Palais Lostan

Situato nell’area un tempo occupata dal Foro Romano, Palazzo Lostan è un gioiello architettonico che porta il nome del celebre studioso e cavaliere Mathieu de Lostan, balivo di Aosta nel 1520.

Oggi la maggioranza della proprietà di palazzo Lostan appartiene all’amministrazione regionale  e ospita gli uffici dell’assessorato Regionale del Turismo. Il percorso inizia nel cortile interno, raccontando l’evoluzione dell’edificio (già esistente nel XV secolo), prosegue tra i suggestivi resti del Foro Romano, per culminare con la salita alla Torre medievale.

Il gran finale sarà la visita alla segreteria dell’Assessore al Turismo, dove potrete ammirare un soffitto riccamente affrescato.

Il ritrovo è al punto Fai in piazza Severino Caveri. Non è richiesta la prenotazione.

Turni di visita di circa 45 minuti dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 (ultimo ingresso alle 17), sia sabato 21 sia domenica 22 marzo.

Casa Barillier

A Casa Barillier l’eleganza del Settecento sposa l’identità valdostana.

In via Croce di Città, davanti alla Croce di Calvino, spicca la facciata di un palazzo che rompe gli schemi per cromatismo e vivacità: è la casa di Claude-Michel Barillier, ricco mercante di stoffe del Settecento.

Un affresco di Casa Barillier

Sul lato orientale di Via Croce di Città, centro storico della città, all’altezza della Croce di Calvino, al civico 16, spicca casa Barillier, diversa nel cromatismo e nella vivacità compositiva della facciata rispetto agli edifici circostanti.

L’edificio fu fatto costruire nella seconda metà del settecento dal ricco mercante di stoffe Claude-Michel Barillier, giunto dal Chiablese (zona montana francese e svizzera situata nel nord della Savoia) nei primi decenni del Settecento.

Gli elementi di riferimento sono presenti sulla facciata e più precisamente nei complessi intrecci di ferro battuto delle ringhiere dei balconi e dei parapetti delle finestre del 1° piano con le iniziali C.M.B.

Attualmente Casa Barillier è sede del Brel (Bureau Régional Ethnologie et Linguistique) e dell’archivio della struttura attività espositive e promozione identità culturale della Valle d’Aosta.

Custodisce un considerevole patrimonio documentario di tipo fotografico, sonoro ed audiovisivo e di interesse storico, con riferimento alla memoria, alla comunità e alla cultura materiale ed immateriale della Valle d’Aosta.

Si potrà ammirare preziosi intrecci in ferro battuto dei balconi che riportano le iniziali del proprietario (C.M.B.).

Casa Barillier

All’interno, saliremo lo storico scalone per accedere alla sede del Brel (Bureau Régional Ethnologie et Linguistique) e a quella dell’Archivio della struttura Attività espositive e promozione identità culturale.

Solo per questa occasione, sarà eccezionalmente aperta al pubblico la splendida Sala degli Stucchi, cuore della memoria storica e sonora della Valle d’Aosta.

Il ritrovo è al Punto Fai in Via Croix de Ville 16. Non è richiesta la prenotazione.

Turni di visita di circa 45 minuti dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 (ultimo ingresso alle 17), sia sabato 21 sia domenica 22 marzo.

Passeggiata nel Borgo di San Rocco

Un tour circolare per riscoprire le radici più antiche della città attraverso cinque tappe iconiche.

La passeggiata toccherà cinque luoghi iconici della Città che si concentrano nel settore orientale del centro storico di Aosta, lungo l’antico asse di accesso alla città romana.

Uno scorcio dell’Arco d’Augusto dal quartiere del Ponte di Pietra

Ponte Romano di Aosta: antico ingresso per chi proveniva da Ivrea.

Arco d’Augusto: porta monumentale verso la città romana.

Cappella dei Santi Sebastiano e Rocco e Mulino–Granaio: nel quartiere Ponte di Pietra.

Casa Motta – Rossa: inserita nell’attuale tessuto urbano centrale.

Il percorso organizzato racconta una continuità di oltre duemila anni:

  • Età romana: fondazione di Augusta Praetoria sotto Augusto e costruzione di ponte e arco (25 a.C.).
  • Medioevo ed età moderna: devozione popolare (Cappella), attività molitoria documentata dal XIV secolo.
  • Novecento: tracce del periodo fascista con la visita di Benito Mussolini e dibattiti urbanistici contemporanei.

Diversi gli aspetti architettonici che saranno messi in evidenza per ogni luogo.

Arco d’Augusto: monumento onorario in pietra locale, 17 m di altezza, decorazioni classiche.

Il Ponte romano del Borgo San Rocco

Ponte Romano: unica arcata in puddinga, capolavoro di ingegneria antica.

Cappella: facciata sobria con oculo, piccolo campanile e altare settecentesco. Mulino–Granaio: edificio rurale tradizionale restaurato.

Casa Motta – Rossa: edilizia urbana storica oggi in stato di degrado.

Partecipando all’itinerario, l’insieme dei luoghi illustrati permette di cogliere:

  • la potenza politica e infrastrutturale romana (Arco e Ponte);
  • la fede e l’identità comunitaria (Cappella);
  • la vita economica rurale (Mulino);
  • la memoria civile e le trasformazioni urbane moderne (Casa Motta).

La casa Motta -Rossa del Borgo San Rocco

Un unico percorso che sintetizza Aosta come città di continuità storica, resilienza e stratificazione culturale.

Il ritrovo è al Punto Fai in piazza Arco d’Augusto.

Turni di visita di circa 90 minuti dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18 (ultima visita alle 17.30), sia sabato 21 sia domenica 22 marzo.

Per info: aosta@delegazionefai.fondoambiente.it

(e.d.)

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