Liguria, opposizione: Bucci chiarisca in aula vicenda dossier
Genova, 12 mar. (askanews) – “Chiediamo che nella prossima seduta del consiglio regionale, prevista per martedì 17 marzo, il presidente della giunta regionale svolga comunicazioni ufficiali in merito alle vicende emerse nelle ultime ore, che chiamano in causa la giunta, l’ufficio stampa della Regione Liguria e i rapporti con alcune testate giornalistiche”. E’ quanto si legge in una lettera inviata al presidente del consiglio regionale della Liguria Stefano Balleari e al presidente della Regione Liguria Marco Bucci dai capigruppo dell’opposizione di centrosinistra in consiglio regionale, commentando l’inchiesta sul presunto dossieraggio ai danni dei giornalisti del Secolo XIX da parte dello staff del governatore ligure.
“Si tratta – aggiungono Armando Sanna (Pd), Selena Candia (Avs), Stefano Giordano (M5s) e Giovanni Battista Pastorino (Lista Orlando) – di un passaggio istituzionale non rinviabile. Di fronte a ipotesi di tale portata, il consiglio regionale, che rappresenta l’intera comunità ligure, ha il diritto e il dovere di conoscere con precisione quali iniziative siano state assunte dalla giunta regionale, da chi e con quali finalità”.
“Se confermata – prosegue la lettera del centrosinistra – si tratterebbe di una vicenda di estrema gravità, incompatibile con il funzionamento delle istituzioni democratiche. Risulterebbe infatti inquietante l’ipotesi che uffici pubblici e risorse dell’amministrazione regionale possano essere stati utilizzati per esercitare pressioni sull’attività di testate giornalistiche e professionisti dell’informazione. Un simile scenario, se non chiarito immediatamente, rischia di gettare un’ombra pesantissima sull’operato delle istituzioni regionali, già ferito dalle ultime recentissime inchieste della scorsa legislatura, e sul rapporto tra il potere politico e la libertà di stampa”. “Per queste ragioni – concludono i capigruppo dei partiti di opposizione – riteniamo indispensabile che il confronto su quanto accaduto avvenga nella sede istituzionale propria, cioè il consiglio regionale, e non liquidato attraverso dichiarazioni o conferenze stampa. La libertà di informazione è un pilastro fondamentale della democrazia e non può in alcun modo essere oggetto di attività di controllo, pressione o delegittimazione da parte delle istituzioni. Siamo certi che la presidenza del consiglio regionale vorrà garantire lo svolgimento tempestivo di tali comunicazioni e che il presidente della Giunta regionale non si sottrarrà a un confronto trasparente davanti all’assemblea”.
