Il Governatore emerito della Banca d’Italia Visco ad Aosta: Stem, Steam o forse Steem per fermare la caduta del Pil»
L'economista, Governatore emerito della Banca d'Italia Ignazio Visco (a sinistra) con il presidente del Comitato scientifico della Fondazione Courmayeur Mont-Blanc Lodovico Passerin d'Entrèves
ATTUALITA', Economia
di Cinzia Timpano  
il 17/03/2026

Il Governatore emerito della Banca d’Italia Visco ad Aosta: Stem, Steam o forse Steem per fermare la caduta del Pil»

Per il 35º anniversario della Fondazione Courmayeur Mont-Blanc, l'economista ha parlato a ospiti e studenti di «prospettive economiche e demografiche»

Il Governatore emerito della Banca d’Italia Visco ad Aosta: Stem, Steam o forse Steem per fermare la caduta del Pil».

Stem che diventano Steam o forse Steem.

Questa è, secondo il Governatore emerito della Banca d’Italia Ignazio Visco la strada per aumentare la produttività e arrestare la caduta del Pil pro capite che nel 2050 potrebbe far segnare -0,9% rispetto a oggi.

Ignazio Visco con Renzo Testolin, Domenicao Siniscalco e Lodovico Passerin d’Entrèves

Di Prospettive economiche e demografiche si è parlato nella tarda mattinata di oggi, martedì 17 marzo alla lectio tenuta all’aula magna dell’Università della Valle d’Aosta dall’economista che dal 2011 al 2023 ha guidato la Banca d’Italia.

L’incontro è stato organizzato per il 35º anniversario della Fondazione Courmayeur Mont-Blanc, in collaborazione con la presidenza della regione e con l’Ateneo valdostano.

Quattro fenomeni di dimensioni planetarie

Economia e demografia che, insieme a cambiamenti climatici e innovazione tecnologica rappresentano, secondo l’economista, i quattro fenomeni-novità di dimensioni planetarie, dalla caduta del muro di Berlino in avanti.

Le parole della Magnifica rettrice Manuela Ceretta

La Magnifica rettrice Manuela Ceretta ha fatto gli onori di casa, lanciando l’allarme sul futuro «che anziché spazio di possibilità sia percepito come cosa da temere, frenando le iniziative e facendosi guidare dalla paura» ha detto auspicando «un linguaggio delle possibilità che renda visibili spazi e tempo in trasformazione, indagando la complessità del presente con strumenti che non paralizzino ma accompagnino lo sguardo in avanti».

Non concentrarsi soltanto sull’oggi

«Concentrarsi esclusivamente sull’oggi – pur nel difficilissimo momento che attraversiamo sarebbe un errore» ha detto il professor Visco che ha esordito riferendosi all’apertura dei mercati e l’innovazione tecnologica, dalla fine della guerra fredda sino all’avvento del digitale, dei robot e oggi dell’intelligenza artificiale.

«E poi chissà dove andremo» ha aggiunto. Il cambiamento climatico è un fenomeno globale, al di là di chi minimizza o addirittura lo nega – ha detto -. L’apertura dei mercati  ha permesso a due milioni di persone di uscire dalla povertà estrema ma ha anche creato problemi in una classe media costantemente in affanno, con una distribuzione non equa nei Paesi e una divaricazione nella distribuzione dei redditi» ha puntualizzato l’economista.

Demografia e ‘veduta corta’

La demografia è il problema di fondo di chi fa politica economica ed ecco perchè la ‘veduta corta’ e essere sopraffatti dall’oggi non è conveniente.

«La prospettiva demografica è un problema non solo italiano anche se la media italiana sta sotto i 2 figli (1,2) da cinquant’anni.

La popolazione è cresciuta da 5 a 8 miliardi e nel 2050 saremo 10 miliardi – ha spiegato il professor Visco -.

La popolazione è in discesa in Europa, Cina, Corea ma cresce in Africa e in India sotto le spinte forti di due vittorie, come teorizzato dal demografo italiano Antonio Golino: la vittoria sulle nascite indesiderate e la vittoria sulla morte prematura.

«Il professore emerito di Demografia Massimo Livi Bacci aveva previsto un aumento di 5 milioni delle persone con più di 60 anni di età. E così è stato – spiega l’economista -.
Oggi in Italia siamo circa 59 milioni; nei prossimi 25 anni scenderemo a 55 milioni».

Demografia e prospettiva economica

E qui la demografia incontra la prospettiva economica perchè le stime segnalano una caduta del Pil pro capito dello 0,6% che nel 2050 potrebbe arrivare a ‘0,9%.

«Lo stato sociale è in grado di reagire alla caduta del Pil?» si è interrogato il professor Visco.

La risposta è sì, ma solo compensando con una crescita del tasso di occupazione e un aumento della produttività del lavoro.

Tasto dolente perchè il tasso di occupazione e attività in Italia è del 67% (55% Sud e isole) a fronte di una media europea del 65%.
Sul dato pesa anche il 16% di Neet, i giovani non impegnati né nello studio né nella formazione, sono 1 su 6 in Italia 1 su 4 al Sud a fronte di una media europea di 1 giovane su 10.

Piano immigrazione

Soluzione? Un Piano immigrazione serie, che assicuri lavoro e formazione alle nuove generazioni, senza slogan.

Il professor Visco ha fatto riferimento anche alla crescita del tasso di occupazione, alla partecipazione al mercato del lavoro delle fasce più anziane, «nelle quali abbiamo il tasso più basso rispetto all’area Euro».

L’economia deve tornare a crescere secondo l’economista.

Una certa ripresa si è avuta con il Pnrr ma siamo distanti dall’incremento medio in Europa.

L’investimento in conoscenza

Crescere come? Investendo sulle conoscenze, sulle risorse umane.

Il professore Visco ha fatto riferimento al ‘difetto’ di laureati in Italia, il 32% nella fascia 25-34 anni rispetto a una media europea del 44%.

La domanda resta aperta: come compensa la caduta del Pil?

«Aumentare i tassi di attività e occupazione e aumentare la produttività, investendo in istruzione, due obiettivi chiari per una buona politica economica» ha detto il professor Visco -.

L’intelligenza artificiale

Parlare di lavoro non può che condurre sulla strada dell’intelligenza artificiale.

«Toglierà lavoro o consentirà un lavoro più produttivo? – si è chiesto l’economista.
Non tutti dovranno essere esperti di IA, la questione è legata a una crescita di competenze ad ampio spettro.
Le cosiddette Stem ( science, technology, engineering and mathematics) che potremmo forse cambiare in Steam, aggiungendo la A di Arts e mutuandola con discipline umanistiche o ancora Steem, dove la seconda E sta per economia potrebbero essere la risposta» ha concluso il Governatore emerigo della Banca d’Italia prima di congedarsi.

(cinzia timpano)

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