Referendum, Tajani: c’è intimidazione preoccupante verso il sì
Roma, 17 mar. (askanews) – “Sono convinto che vinca il sì, girando l’Italia sento il sentimento” anche se “molti hanno paura di dire sì perché quando c’è un autorevole magistrato, il capo della procura più importante d’Italia (Gratteri, ndr), che dice ‘il giorno dopo facciamo i conti’, è in corso una intimidazione preoccupante”. Lo ha detto il vicepremier e segretario di Fi, Antonio Tajani, arrivando a Palazzo wedeckind per un convegno del Tempo.
“Se uno dice ‘io voto sì’ che cosa succede? Il giorno dopo se dico che ho votato sì che fanno? Mi arrestano? Noto che c’è tanta gente preoccupata, anche le case demoscopiche dicono lo stesso”, ha aggiunto. “E’ stata fatta una campagna non sui contenuti ma molto aggressiva e di questo mi dispiace. Il governo non c’entra niente, l’autoritarismo non c’entra niente, anche perché il sistema attuale è quello che era stato imposto dal regime fascista. La settima disposizione transitoria della Costituzione della Repubblica dice che va cambiato il regime all’epoca in vigore che era quello fascista e ancora non l’abbiamo cambiata quindi forse è giunto il momento. Altro che violazione della costituzione”.
“Mi auguro – ha concluso – che ci sia tanta gente che vada a votare, più gente va e più si può capire bene qual è il sentimento degli italiani, certamente mi sembra di sentire una maggioranza di sì ma c’è tanta gente che ha paura di esprimersi quando c’è una campagna così aggressiva si innesta il timore nel dire, poi nel segreto dell’urna le cose cambiano. Io non ho mai minacciato nessuno, se uno vota no è una sua scelta, non condivide la riforma, non ho mai pensato di dire a qualcuno facciamo i conti dopo il voto. Tanto più a un giornalista, queste sono cose da regime”.
