A Maggio l’edizione 2026 di PLAY a Bologna: spazio alle donne
Bologna, 18 mar. (askanews) – In un mercato dei giochi da tavolo nell’ultimo anno ha segnato una crescita a valore del +6% e il comparto delle trading card addirittura del 23%, si avvicina la nuova edizione di PLAY – Festival del Gioco. Quest’anno la manifestazione, in programma dal 22 al 24 maggio, non ambisce a essere solo il punto di riferimento per il gioco da tavolo, di carte, di ruolo, ma vuole diventare anche un momento di impegno civile: l’edizione coincide infatti con l’80esimo anniversario del diritto di voto alle donne in Italia. Da qui la scelta dell’hashtag #LaPLAY, un manifesto per un’edizione declinata al femminile che mette al centro le autrici e le innovatrici del mondo del gioco.
La struttura dell’evento non cambia: migliaia di tavoli di giochi, quattro padiglioni di BolognaFiere, la ludoteca più grande di sempre, vetrina per espositori e associazioni ludiche unite ai tre pilastri della kermesse “Entra, Scegli, Gioca”, che ne hanno fatto un successo internazionale.
Da PLAY arrivano inoltre le conferme dei primi nomi di game designer di fama internazionale che saranno presenti all’evento di Bologna. Figura di spicco è Tory Brown, attivista e visionaria game designer, ospite d’onore a #LaPlay. È lei l’autrice di “Votes for Women”, pluripremiato gioco da tavolo che catapulta i partecipanti nel cuore del movimento per il suffragio femminile negli Stati Uniti, coprendo gli eventi storici dal 1848 al 1920. Come annunciato ufficialmente in questi giorni dall’editore Devir, il titolo vedrà la luce in una versione tradotta in italiano nel corso del 2026. Questa operazione editoriale – spiegano i promotori della fiera – non solo arricchisce il panorama ludico nazionale, ma sottolinea anche la crescente rilevanza e centralità del mercato italiano nel contesto internazionale del gaming.
Altra ospite sarà Avery Alder, designer queer canadese, che da diciannove anni progetta giochi che esplorano le identità non conformi, le relazioni, la comunità, la precarietà e la fine del mondo. I suoi giochi, come “The Quiet Year”, mirano a decostruire l’idea dell’eroe solitario a favore di una narrazione collettiva e trasformativa. Alder sottolinea l’importanza di creare sistemi che non solo divertano, ma sfidino i giocatori a riflettere sulle strutture di potere e sulle relazioni umane. Annunciata anche la presenza di Banana Chan, pluripremiata game designer e fondatrice di Read/Write Memory, celebre per l’uso innovativo dell’orrore e del folklore come strumenti di indagine socioculturale. Nota per titoli importanti come “Jiangshi: Blood in the Banquet Hall” e per contributi a franchise globali come “Dungeons & Dragons”, il suo stile fonde meccaniche sperimentali e temi d’identità. La sua visione trasforma il gioco di ruolo in un’esperienza tattile e profonda, premiata con riconoscimenti come i Dicebreaker e gli ENnie Awards.
Oltre ai gamers, PLAY ospita chi i giochi li inventa, li realizza e li distribuisce, e anche chi ci lavora costruendo progetti di ricerca innovativi basati sul gioco, negli ambiti disciplinari più vari. A conferma del ruolo fondamentale del gioco nei processi di apprendimento e studio, anche quest’anno PLAY conta su collaborazioni di importanti realtà scientifiche e istituzionali. Obiettivo dell’area è quello di consolidare il ruolo di PLAY come riferimento nazionale per il gioco inteso non solo come intrattenimento, ma anche come strumento educativo, culturale e di cittadinanza attiva. Tra gli enti e le università che hanno già confermato la loro partecipazione a PLAY 2026 si trovano nomi di grande rilievo: il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e realtà accademiche prestigiose come l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università di Genova, l’Università degli Studi di Torino, l’Università degli studi di Parma e la Scuola IMT Alti Studi Lucca, che fanno di PLAY un punto di forza della loro attività di Terza Missione.
Inoltre un intero padiglione si trasforma in un universo di oltre 10.000 mq, dove trading Cards e giochi per la famiglia sono i protagonisti. Accanto alle sfide con le carte, questa area riserva spazi isu misura per le famiglie con i più piccoli, garantendo un equilibrio perfetto tra competizione e gioco spensierato. La creatività prende vita nelle zone dedicate alle costruzioni mentre i grandi giochi in legno offrono un’esperienza tattile e coinvolgente. Il percorso prosegue tra le emozioni dei giochi di una volta, capaci di unire generazioni diverse in una sfida senza tempo.
