Biometano, TEHA chiama a raccolta produttori e industria per abbattere i costi
Roma, 18 mar. – Trasformare il biometano da attività accessoria dell’agricoltura ad asset energetico strategico nazionale, capace di dialogare alla pari con i grandi consumatori industriali e il mondo finanziario, alimentando un volano di sviluppo e competitività per il settore primario. È questo l’obiettivo centrale individuato dalla Community Biometano di TEHA Group (The European House – Ambrosetti) per definire una strategia comune di fronte alle sfide poste dal recente Decreto Bollette.
Per rispondere con urgenza a questo scenario, la Community – i cui partner già oggi aderenti aggregano un piano di investimenti complessivo di 1,5 miliardi di euro – ha individuato, tra le priorità d’azione immediate, la creazione di una massa critica di operatori capace di superare la frammentazione del settore e proporre un’alleanza di mutuo vantaggio con i grandi consumatori industriali (Hard-to-Abate).
In quest’ottica, per superare le tensioni del Decreto Bollette, infatti, la Community ritiene prioritario definire modelli contrattuali di lungo periodo (BPA) che garantiscano stabilità ai produttori e offrano all’industria un reale vantaggio competitivo. Senza questo coordinamento, non sono incentivati a favorire una contrattazione bilaterale con i grandi consumatori privilegiando la vendita del gas sul mercato a pronti dell’energia (spot market), una scelta che però svuota di valore le ‘Garanzie d’Origine’: senza un legame contrattuale solido, infatti, la patente di sostenibilità del gas non può essere usata dalle imprese Hard-to-Abate per ridurre le tasse sulle emissioni (ETS). Si genera così un paradosso in cui il biometano viene prodotto ma l’industria italiana non può usarlo per decarbonizzarsi, frenando la transizione del Paese e vanificando gli investimenti pubblici già messi in campo.
Questo approccio operativo si inserisce in un necessario salto di qualità verso la piena maturità industriale del settore. Secondo la Community, il primo passo è chiarire la nuova identità del biometano, distinguendolo dal biogas e superando una visione ancora troppo legata esclusivamente al contesto agricolo: «Il biometano non è più un’attività ancillare all’agricoltura», afferma Alessandro Viviani, referente della Community Biometano di TEHA Group. «Rimane certamente sinergico e funzionale alla competitività del mondo agricolo, ma oggi deve rispondere a logiche operative, commerciali e finanziarie proprie di un settore energetico-industriale».
Un cambio di paradigma che implica il superamento della logica del “sussidio al campo” per riconoscere il biometano come asset strategico per il Paese, mettendo in relazione attori che finora hanno dialogato poco tra loro: produttori, sistema finanziario e grandi consumatori.
Sebbene il lavoro svolto finora dalle organizzazioni di rappresentanza sia stato fondamentale, l’evoluzione industriale porta alla luce nodi strutturali, come la gestione dei Prezzi Minimi Garantiti o la valorizzazione del digestato, dove le priorità del mondo agricolo e quelle del comparto energetico possono non coincidere. In assenza di un posizionamento di sistema, il settore rischia di non poter avere un ruolo nella definizione di policy che possono avvantaggiare significativamente tutto il Paese.
La finalità della Community è dunque favorire una collaborazione stabile lungo tutta la filiera, riducendo il rischio complessivo degli investimenti e rafforzando il riconoscimento del biometano come pilastro della transizione energetica italiana.
