La Valdigne aspetta la sua Cittadella dei giovani Alta Valle
Sindaci e assessori dell'Unité Valdigne Mont Blanc in cerca di soluzioni per affrontare il disagio giovanile; in alta Valle manca una Cittadella
Gli ultimi episodi di vandalismo registrati a Morgex e La Thuile riportano al centro dell’attenzione il tema del disagio giovanile in Valdigne e la necessità di offrire ai ragazzi spazi di incontro e occasioni di aggregazione.
In Valle d’Aosta, dopo l’esperienza pionieristica di Aosta, sono nate negli anni le Cittadelle dei Giovani della bassa e della media Valle, a Verrès e Châtillon.
Resta invece scoperta proprio l’alta Valle, il territorio più distante dal capoluogo e dall’offerta di Aosta con Plus.
Da qui la riflessione, sempre più ricorrente tra amministratori e operatori sociali, sulla possibilità di creare anche in Valdigne uno spazio dedicato ai giovani, capace di intercettarne bisogni e fragilità prima che si trasformino in disagio.
L’esperimento di Morgex
A Morgex il tema è sul tavolo da tempo.
«Se ne era già parlato nella scorsa legislatura – spiega la vice sindaca con delega alle politiche sociali Mafalda Rollet –. Sul comune abbiamo avviato un progetto di educativa di strada, lo Street Project, lo stesso modello sperimentato a Verrès dal quale poi è nata la Cittadella della bassa Valle».
Il lavoro è partito la scorsa primavera con una mappatura dei cinque comuni della Valdigne condotta dalla cooperativa Noi e gli Altri per individuare bisogni e criticità.
«Poi le elezioni comunali, che in alcune realtà hanno cambiato completamente gli interlocutori, hanno rallentato il percorso – aggiunge Rollet –. I ragazzi coinvolti continuano a incontrarsi e organizzare qualche attività, ma sono pochi e non è facile intercettare i giovani».
Proprio alcuni dei ragazzi coinvolti in atti di vandalismo avevano chiesto un luogo dove ritrovarsi.
«Avevamo individuato l’ex bar del campo sportivo come possibile spazio da presidiare con la presenza di adulti – racconta la vice sindaca – ma poi il progetto non è andato avanti».
Varie ipotesi in campo
Tra le ipotesi emerse nel tempo ci sono state anche le ex Casermette di Derby, a La Salle, o, in prospettiva, l’area dell’ex Ipr di Morgex, ma ogni soluzione richiede valutazioni tecniche ed economiche.
«Una Cittadella non risolverà da sola i problemi – sottolinea Rollet – ma sarebbe un passo importante per offrire ai ragazzi un luogo e un’attenzione».
I locali della Cittadella Bassa Valle
Un’esigenza condivisa
L’esigenza è condivisa anche negli altri comuni della valle.
«La Cittadella dei Giovani della Valdigne è un sogno – commenta Alessia Di Addario, assessore alle politiche sociali di Courmayeur –. Ci sono realtà e situazioni che vanno seguite e a cui dobbiamo dare risposte».
Nel frattempo si ragiona su piccoli passi: «Stiamo valutando la possibilità di aprire un pomeriggio alla settimana il centro ricreativo Don Cirillo per attività dedicate ai giovani».
Il tema dovrà essere affrontato anche a livello di Unité des Communes.
«Con la precedente giunta si era iniziato a parlarne – spiega il sindaco di La Thuile e presidente dell’Unité, Mathieu Ferraris –. Ora dobbiamo riprendere il confronto e valutare come procedere».
C’è consapevolezza, tuttavia, che un progetto di questo tipo richiede risorse, spazi e personale qualificato.
«È un’iniziativa interessante ma complessa – osserva Agnese Porchiola, assessora alle politiche sociali di La Salle –. Non si tratta solo di trovare un locale, ma di costruire un servizio di accoglienza e aggregazione con operatori formati».
Per Lorenzo Negrini, assessore alle politiche sociali di Pré-Saint-Didier, il punto di partenza esiste già. «
Con lo Street Project abbiamo piantato un seme – dice –. Ora bisogna portare avanti il percorso, anche per rispetto dei ragazzi che hanno deciso di partecipare».
La sfida resta quella di trasformare i segnali di disagio in un’occasione di ascolto e di comunità, offrendo ai giovani della Valdigne uno spazio in cui crescere e sentirsi parte del territorio.
(erika david)
