Aosta, il sì a più di 80 anni di Angela e Beniamino
A 85 e 87 anni si sposano nel salone ducale del Comune coronando una storia lunga 27 anni nata sulle piste da ballo
Se è proprio vero che l’amore non ha età, mercoledì 18 marzo Beniamino Blanc, 87 anni a ottobre, e Angela Nicotera, 85 candeline ad aspettare anche lei il prossimo ottobre, hanno dimostrato che si può dire “sì” all’amore anche quando la stagione della vita sembra ormai avviarsi verso il tramonto.
I due innamorati, dopo 27 anni di vita condivisa, hanno pronunciato il loro tenero “per sempre” nella salone ducale del comune di Aosta, alla presenza di alcuni amici dell’associazione Marisol, che si occupa di organizzare da anni attività ludico-ricreative per gli over 50, che li aspettavano a sorpresa con fiori e pasticcini.
A testimoniare l’unione, i testimoni Anna Adorni, Marco Pasquettaz, Lina Cunsolo e Santino Minniti.
La cerimonia presenziata a sorpresa dagli amici di Marisol
La cerimonia è stata officiata dal consigliere Giovanni Girardini che, con una certa competenza, ha condotto il rito civile.
«Quello che viene scritto nei registri degli uomini – ha detto Girardini -, sono solo delle formalità, quello che conta è quello che abbiamo nei cuori, che deve guidarci sempre».
Nel cuore di Beniamino Blanc, ex-operaio della Cogne, nato a Quart, c’è sempre stata – da più di 20 anni a questa parte – una volontà fortissima di sposare la sua calabrisella Angela, nata a Feroleto Antico e anche lei ex-operaia alla Cogne.
La scintilla, 27 anni fa
I due si conoscevano appena ai tempi della Cogne, ma non si erano mai frequentati.
È più tardi, quando i due raggiungono circa i 60 anni che scatta la scintilla sulle piste da ballo, tra un liscio e un altro.
«Beniamino era un ballerino bravissimo – ha confessato Angela con la fede al dito -, e io adoro ballare. Prima che decidessimo di metterci insieme, Beniamino mi ha fatto la corte per sei mesi. E da allora, regolarmente mi chiede di sposarlo».
Ma la donna, con alle spalle un brutto matrimonio, ha sempre rifiutato. Un mese fa, però, Beniamino finisce in ospedale, e di fronte all’ennesima richiesta di matrimonio, Angela, non è riuscita a dire di no.
«Me l’ha chiesto, poverino, in ospedale – ha raccontato la sposa- e allora io gli ho detto di si, perché lo desiderava tanto. Con lui ho avuto tante soddisfazioni e siamo stati sempre uniti. Gli starò vicino per tutta la vita».
Gli amici dell’associazione Marisol
La generosità degli amici dell’associazione
E per sigillare l’unione l’associazione Marisol ha curato ogni dettaglio della cerimonia coinvolgendo gli associati, i quali hanno generosamente contribuito al buffet, all’acquisto delle fedi e dei fiori, sorprendendo così gli sposi, convinti di partecipare a una celebrazione semplice e riservata a pochi intimi.
«Un ringraziamento speciale — ha sottolineato la presidente dell’associazione Marisol ( che ad oggi conta circa 200 associati) Mariasista De Fazio — va alla compagnia Jenny, che ha garantito il trasporto di Beniamino dall’ospedale, all’associazione All:ma per l’accompagnamento musicale alla cerimonia della violinista Matilde Zocco, a Giovanni Girardini, a Silvia dell’ufficio stato civile, a Giusy e a tutti gli associati».
(ar.pa)
Articolo pubblicato su Gazzetta Matin del 23 marzo
