Telecontact: sciopero anche ad Aosta contro le modifiche contrattuali
Lavoratori della Telecontact in sciopero
POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 01/04/2026

Telecontact: sciopero anche ad Aosta contro le modifiche contrattuali

Sindacati sul piede di guerra contro la società del gruppo Tim, che applicherà «scelte peggiorative per le condizioni di lavoro»

No alla parte speciale del contratto delle Telecomunicazioni, Telecontact in sciopero anche ad Aosta.

È scattato anche nel capoluogo luogo regionale oggi, mercoledì 1° aprile, lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della Telecontact, società del gruppo Tim.

Sciopero alla Telecontact

La mobilitazione, secondo quanto riportato dal sindacato Slc Cgil Valle d’Aosta, è scattata «per protestare contro la decisione unilaterale dell’azienda di applicare la “parte speciale” del CCNL Telecomunicazioni dedicata al settore CRM-BPO».

Sostenuto dalle sigle Slc Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, lo sciopero nasce dalla volontà di «contrastare un modello organizzativo, che incide pesantemente sul salario, sulle condizioni di lavoro e sulla qualità della vita delle persone».

Sciopero alla Telecontac: il sostegno dei sindacati

La Slc Cgil Valle d’Aosta, nella nota diffusa, esprime pieno sostegno alla mobilitazione dei lavoratori di Telecontact.

«Denunciamo anche con fermezza un’impostazione aziendale che appare ingiustificata e profondamente penalizzante – aggiungono le sigle sindacali -. In particolare, evidenziamo come il tentativo di assimilare Telecontact a una realtà di outsourcing CRM-BPO sia inaccettabile, considerando che si tratta di una società interamente controllata da Tim e operante in regime di mono committenza».

Questo, secondo la Scl Cgil, si traduce in un «arretramento grave sul piano dei diritti e delle tutele, oltre che un precedente pericoloso per l’intero settore» incalza il sindacato, che poi evidenzia le misure al centro della mobilitazione.

In particolare, i lavoratori protestano per i tagli al salario dal 1° aprile 2026; l’azienda, infatti, non riconoscerà più il buono pasto, né per il lavoro in presenza né in modalità da remoto.

A questo si aggiunge il peggioramento dei turni, con l’80% di turni serali e un aumento significativo del lavoro nei weekend e nei festivi (oltre il 30%).

Sarà poi ridimensionato lo smart working.

Dal 20 aprile, infatti, saranno imposti 3 o 4 giorni di presenza obbligatoria, con la possibilità per l’azienda di sospendere il lavoro agile con soli 15 giorni di preavviso.

Il tutto è completato da presunti controlli digitali invasivi, con l’obbligo di telecamera accesa durante le riunioni e condivisione dello schermo su richiesta dei responsabili.

Sciopero, Slc Cgil: «Management sordo»

La Slc Cgil denuncia ancora «un management sordo, che prosegue sulla strada della conflittualità» e ribadisce anche come «l’applicazione della parte speciale CRM-BPO è impropria per un contesto di “customer interno”».

Da qui la richiesta del «ripristino di corrette relazioni industriali all’interno del Gruppo Tim».

«Lo sciopero rappresenta una battaglia di dignità e rispetto – conclude il sindacato -. È necessaria per difendere diritti acquisiti, condizioni di lavoro e la professionalità per le oltre 1600 persone che lavorano presso la Telecontact».

Infine, la Slc Cgil ribadisce «la disponibilità al confronto», anche se non è «più possibile accettare decisioni unilaterali che scaricano sui dipendenti i costi organizzativi e produttivi dell’azienda».

(al.bi.)

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